martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Niccolò Paganini (27/10/1782)

Ritratto di Paganini ad opera di Jean Auguste Dominique Ingres, 1819
« Paganini non ripete »

Frase pronunciata dal compositore alla fine del concerto al teatro Carignano di Torino del 1818 ed entrata oggi ormai nel detto popolare.

Capriccio 24 eseguito da Salvatore Accardo, Premio Paganini 1958

Esecuzione de La Campanella del maestro Salvatore Accardo con il “Cannone”, il prezioso violino di Paganini.

 
Nota:
« Dietro a lui s’agitava uno spettro, la fisionomia del quale rivelava una beffarda natura di caprone e talvolta vedevo due lunghe mani pelose (le sue, pareva) toccare le corde dello strumento suonato da Paganini. Talvolta esse gli guidavano pure la mano onde reggeva l’arco e risate belanti d’applauso accompagnavano i suoni che sgorgavano dal violino sempre più dolorosi e cruenti ».

Heinrich Heine su Niccolò Paganini

Se immaginaste di incontrare un uomo vestito di nero, emaciato, dai capelli lunghi e occhialini piccoli e rotondi probabilmente ve ne allontanereste senza dare nell’occhio. Ma se vi dicessi che il nome di quell’uomo è sinonimo di genialità nell’immaginario musicale mondiale?
Ebbene sì, è proprio “conciato” così che Niccolò Paganini usava presentarsi ai suoi concerti e, probabilmente, era anche questa sua aria da irraggiungibile entità quasi esoterica e demoniaca ad affascinare così tanto il suo pubblico.
Dire che fu un violinista, un chitarrista e un compositore quasi può sembrare un insulto perché egli fu Il violinista, Il compositore. Poteva vantare un orecchio finissimo, una memoria prodigiosa e una duttilità alla mano sinistra che gli consentiva di coprire fino a tre ottave sul suo celeberrimo “Cannone”.
Secondo i più, la sua virtuosità sembra essere stata dovuta ad una particolare condizione fisica tale che egli riuscisse ad eseguire passaggi impossibili per qualsiasi altro musicista: una spalla sinistra più alta, un’insolita iperestensibilità dei tendini dell’arto superiore, patologie quali la distrofia mesodermica ereditaria di Marfan (anomalia del connettivo) o ancora la sindrome di Ehlers-Danlos.
Che sia invidia celata da raziocinio medico-anatomico o semplice, e plausibile, alterazione fisica è difficile provarlo, ciò non toglie che sono davvero pochi al mondo i musicisti in grado di eseguire tutti i suoi Ventiquattro Capricci.

(ss)

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