mercoledì , 22 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Niccolò Ammaniti (25/09/1966)

 

«“Allora, cosa mi devi dire?”

Si era distratto a guardarla. Forza, diglielo. “I miei genitori non verranno a scuola a parlare con la vicepreside e nemmeno mio fratello, credo.”

Ah, e perché?”

Come glielo dico? “Mia madre è malata e non può uscire di casa, mio padre…mio padre…” Diglielo. Dille la verità. “Mio padre ha detto che sono affari miei, che il casino l’ho fatto io, non lui, e quindi non ci viene. Mio fratello…be’, mio fratello è un cretino.” Le si avvicinò e le domandò con il cuore in mano: “Professoressa, mi bocceranno?”.

No, che non ti bocceranno.” Flora si abbassò all’altezza di Pietro. “Certo che non ti bocceranno. Tu sei bravo, te l’ho già detto. Perché dovrebbero?”

Ma…se i miei genitori non vengono, la vicepreside…?”

Stai tranquillo. Ci parlo io con la vicepreside.”

Sicuro?”

Sicuro.” Flora si baciò gli indici. “Te lo giuro.”

E non verranno i…cosi?”

I cosi?”

I cosi sociali.”

Gli assistenti sociali?” Flora fece di no con la testa. “Ci puoi giurare, che non verranno.”

Grazie” sbuffò Pietro liberandosi di un peso più grande di lui.

Vieni qua.”

Si avvicinò e Flora lo abbracciò forte. Pietro le mise le braccia intorno al collo e il cuore della professoressa si colmò di una tenerezza e di una pena che la fece vacillare un istante. Questo bambino doveva essere figlio mio. La gola le si strozzò. Dio mio…

Si doveva alzare, sennò si metteva a piangere. Si rimise in piedi e poi prese un gelato dal frigorifero. “Lo vuoi, Pietro?”. Pietro scosse la testa. “No, grazie. Devo andare a casa, è tardi.”

Anch’io. È tardissimo. Ci vediamo a scuola lunedi, allora.”

D’accordo” Pietro si girò.

Ma Flora, prima che potesse andarsene, gli domandò:

Dimmi una cosa, chi ti ha fatto così educato?”

I miei genitori” rispose Pietro e scomparve oltre l’espositore della pasta.»

Ti prendo e ti porto via

«Ho sentito un sussurro, un respiro, qualcosa è uscito dalla coperta.

Mi sono avvicinato. “Hai parlato?”

Ha bisbigliato ancora.

Non capisco. Parla più forte”

Gli orsetti…!” ha urlato.

Ho fatto un salto. “Gli orsetti? Come gli orsetti?”
Ha abbassato il tono della voce. “Gli orsetti lavatori…”

Gli orsetti lavatori. Se lasci aperta la finestra della cucina gli orsetti lavatori entrano dentro e rubano le torte o i biscotti, a seconda di quello che si mangia quel giorno, “ ha detto molto serio. “Se tu, per esempio, lasci la spazzatura davanti a casa, gli orsetti lavatori vengono la notte e se la mangiano.”

Era come una radio rotta che improvvisamente riprendeva a trasmettere.

E’ molto importante chiudere bene il secchio sennò buttano tutto fuori.”

Di che stava parlando? Ho cercato d’interromperlo. “Qui non ci stanno orsi. E neanche lupi. Le volpi, si -. E poi gli ho chiesto: “Ieri per caso hai mangiato una fettina di carne?”

Gli orsetti lavatori mordono perché hanno paura dell’uomo.”

Chi cavolo erano questi orsetti lavatori? E cosa lavavano? I panni? E poi gli orsi parlano solo nei fumetti. Non mi piaceva questa storia degli orsetti lavatori.

Ho insistito. “Mi potresti dire, per favore, se ieri sera hai mangiato la fettina? È molto importante.”

E lui mi ha risposto; “Gli orsetti mi hanno detto che tu non hai paura del signore di vermi.”

Una vocina nel cervello mi diceva che non dovevo starlo a sentire, che me ne dovevo scappare. Mio sono aggrappato alla corda, ma non riuscivo ad andarmene, continuavo a fissarlo incantato.

Ha insistito. “Tu non hai paura del signore dei vermi.”

Il signore dei vermi? E chi è?”

Il signore dei vermi dice: Ehi, fessacchiotto! Ora ti mando giù la roba. Prendila e ridammi il secchio. Sennò scendo e ti schiaccio come un verme. Si, ti schiaccio come un verme. Tu sei l’angelo custode?”

Come?”

Sei l’angelo custode?”

Ho balbettato. “Io…Io, no…Io non sono l’angelo…”

Tu sei l’angelo. Hai la stessa voce.”

Quale angelo?”

Quello che parla, che dice le cose”

Non sono gli orsetti lavatori che parlano?” Non riuscivo a trovare un senso a quel farneticare. “Me lo avevi detto tu…”

Gli orsetti parlano, ma certe volte dicono le bugie. L’angelo dice sempre la verità. Tu sei l’angelo custode”. Ha alzato il tono di voce. “A me lo puoi dire.”

Mi sentivo debole. La puzza di merda mi tappava la bocca, il naso, il cervello. “Io non sono un angelo…Io sono Michele, Michele Amitrano. Non sono un…” ho mormorato e mi sono appoggiato contro la parete e sono scivolato a terra e lui si è alzato, ha teso le braccia verso di me come un lebbroso che chiede la carità ed è rimasto sollevato pochi istanti, poi ha fatto un passo ed è caduto giù, in ginocchio, sotto la coperta, ai miei piedi.

Mi ha toccato un dito sussurrando.

Ho cacciato un urlo. Come se mi avesse toccato una medusa schifosa, un ragno infetto. Con quella manina ossuta, con quelle sue unghie nere, lunghe e storte.

Parlava tropo piano. “Cosa, cosa hai detto?”

Cosa hai detto? Sono morto!” ha risposto.

Cosa?”

Cosa? Sono morto? Sono morto? Sono morto. Cosa?”

Parla più forte. Più forte…Ti prego…

Ha urlato, rauco, senza voce, stridulo come un’unghia sulla lavagna. “Sono morto? Sono morto? Sono morto.”

Ho cercato la corda e mi sono tirato su, scalciando e facendogli franare la terra addosso.

Ma lui continuava a strillare. “Sono morto? Sono morto. Sono morto?”

Io non ho paura

Nota:

Niccolò Ammaniti è un celebre scrittore italiano. Inizia la carriera col romanzo Branchie, interpretato poi in una sceneggiatura di Francesco Ranieri Martinotti. Ottiene il successo sperato con il romanzo Io non ho paura, reso celebre, quest’ultimo, da una produzione cinematografica dall’omonimo titolo per la regia di Gabriele Salvatores. Attualmente, oltre all’attività di scrittore, tiene una rubrica sulla rivista XL.

(mc)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com