martedì , 26 settembre 2017
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Buon Compleanno Neil Gaiman (10/11/1960)

«Quel che volevo fare era scrivere un libro che fosse per gli adulti ciò che erano stati per me romanzi come Alice nel Paese delle Meraviglie, Narnia, Il Mago di Oz, quando ero bambino. E volevo parlare di coloro che sono caduti in disgrazia e sono stati defraudati di tutto, usando lo specchio della fantasia, che a volte può mostrarci cose che ci sono passate davanti agli occhi milioni di volte senza che le vedessimo realmente.»

 Dall’Introduzione di Neil Gaiman a Nessun Dove, Fanucci Editore.

«Si scolò il bicchiere di whisky, e dopo quello qualcuno gliene offrì un altro, quindi la serata diventò nebulosa e si concluse in una serie di immagini frammentate: poi ricordò soltanto la sensazione di stare per lasciare un luogo piccolo e a misura d’uomo che aveva un preciso significato per un altro più grande e antico che di significato non ne aveva; e di aver vomitato a più non posso in un canale di scolo in cui scorreva acqua piovana, chissà dove e a quale ora antelucana; e una figura bianca con simboli dagli strani colori, come una sorta di piccolo scarafaggio tondeggiante, che si allontanava da lui camminando sotto la pioggia. »

Nessun Dove, Fanucci Editore.

«Da ragazzo Gaiman non discriminava tra i lavori di Shakespeare e le storie fantasy di C.S. Lewis, James Branch Cabell e J. R. R. Tolkien. Leggeva qualsiasi cosa… Gaiman continuò il suo percorso leggendo gli scrittori della New Wave di fantascienza degli anni ’60. Nel 1964, Michael Moorcock divenne l’editore di New Worlds, una rivista di fantascienza che pubblicava storie di creature spaziali e di combattimenti stellari. Stanco della solita fantascienza, Moorcock diede opportunità a scrittori come James G. Ballard e Brian Aldiss. Per costoro la tecnologia non era oggetto d’adorazione. La tecnologia aveva fatto piombare il mondo nella guerra fredda, una realtà per cui si era costruito il più grande arsenale di armi nucleari. La tecnologia aveva lanciato l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti nello spazio, dove qualche giorno la fine della guerra si sarebbe potuta concludere. La fiction di Ballard, Samuel R. Delany, e Roger Zelazny obiettava sul valore della tecnologia. In queste storie di fantascienza, l’enfasi era sulla fiction, non sulla scienza, e sul profilo emozionale dei personaggi calati in un mondo tecnologicamente avanzato. Nella sua intervista per The SandManCompanion, Alan Moore ricordò l’ispirazione che aveva tratto dagli scrittori della New Wave: “Solo a vedere che si poteva scrivere in quel modo, che si poteva prendere una vecchia forma e creare qualcosa di completamente nuovo, è stata altamente stimolante… Immagino Neil prendere una certa quantità di carburante per missili da tutta questa roba”…»

Neil Gaiman di Steven P. Olson, traduzione a cura della redazione di Asterischi.

Nota:

L’esatta dimensione di Neil Gaiman si rintraccia nella straordinaria visionarietà di tutta la sua produzione: romanzi, fumetti, sceneggiature. Una sterminata cultura, che varia dalla letteratura di genere fino ai grandi classici, ai fumetti, alle fiabe, ha permesso a questo poliedrico autore britannico di lasciare la sua impronta nei diversi campi in cui ha impresso il suo talento. Ha iniziato la sua carriera facendo il giornalista e scrivendo racconti di fantascienza per riviste erotiche, poi è passato al fumetto, lavorerà negli anni ’80 per la celebre DC Comics americana, alla narrativa, ad esempio Stardust, e alla sceneggiature per il cinema come La leggenda di Beowulf (Beowulf) per la regia di Robert Zemeckis (2007) in collaborazione con Roger Avary.

(rrb)

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