sabato , 29 aprile 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Murray Gell-Mann (15/09/1929)

«… noi abbiamo tutta questa notevole esperienza nel campo della fisica fondamentale, secondo la quale la bellezza è un criterio di successo per scegliere la teoria giusta. E perché mai dovrebbe essere così?
Beh, ecco un esempio dalla mia esperienza personale. Un’esperienza piuttosto emozionante, in effetti. Nel 1957, tre o quattro di noi elaborarono una teoria parzialmente completa su una di queste forze, la forza debole. Ed era in disaccordo con sette – contateli – sette esperimenti. Gli esperimenti erano tutti sbagliati.
E noi la pubblicammo prima di saperlo, perché ci immaginammo che se era così bella, doveva essere vera! E gli esperimenti dovevano essere sbagliati, e lo erano.»

«Da qualche parte, in qualche altro pianeta, intorno a qualche stella molto distante, forse in un’altra galassia, potrebbero ben esserci entità intelligenti almeno quanto noi, e interessate alla scienza. Non è impossibile, penso sia probabile che ce ne siano molte.
Molto probabilmente nessuna è abbastanza vicina da interagire con noi, ma è molto facile che siano là fuori. E supponiamo che abbiano un apparato sensoriale molto differente, e così via: sette tentacoli, 14 buffi occhi compositi, ed un cervello a forma di pretzel. Avrebbero davvero leggi differenti? Molte persone lo credono, ma io penso sia sciocco.»

« …Il che significa che la storia dell’Universo non è determinata solo dalla legge fondamentale, è la legge fondamentale più questa serie incredibilmente lunga di accidenti, o risultati casuali, che si aggiungono uno sull’altro.
E la teoria fondamentale non include questi risultati casuali, sono un’aggiunta. Quindi non è una teoria del tutto. E infatti una quantità enorme di informazione nell’Universo intorno a noi proviene da questi accidenti, e non solo dalle leggi fondamentali. Ora, spesso si dice che andare sempre più vicino alle leggi fondamentali esaminando i fenomeni alle basse energie, e poi energie superiori, e poi ancora superiori, oppure distanze corte, poi ancora più corte, poi ancora più corte, e così via, è come sfogliare gli strati di una cipolla. E noi continuiamo a farlo, e costruiamo macchine più potenti, acceleratori di particelle. Guardiamo sempre più a fondo nella struttura delle particelle, e in quel modo andiamo probabilmente sempre più vicino a questa legge fondamentale. »

«La vita può emergere dalla fisica e dalla chimica, più un mucchio di casualità. La mente umana può sorgere dalla neurobiologia, e molte altre casualità. Il modo in cui le molecole si legano nasce dalla fisica e da certe casualità. Questo non diminuisce l’importanza di queste materie, il sapere che dipendono da alcune cose fondamentali, più casualità. Questa è una regola generale, ed è cruciale rendersene conto. Non ti serve qualcosa di più per avere qualcosa di più. Le persone continuano a chiedermi, quando leggono il mio libro, il Quark ed il Giaguaro, e dicono “C’è qualcosa di più oltre quello che hai scritto li?” Presumibilmente si riferiscono a qualcosa di soprannaturale. Comunque, non c’è. Non ti serve qualcosa in più per spiegare qualcosa in più. »
Brani tratti da un discorso riportato su “Scientificando” – traduzione di Michele Gianella.
(http://scientificando.splinder.com/post/23210549/bellezza-e-verita-nella-fisica-murray-gellmann)

«Disgraziatamente nelle nostre società, ad accumulare onori sono soprattutto coloro che studiano attentamente alcuni aspetti di un problema, mentre i temi generali sono relegati nelle serate mondane. Ma è di fondamentale importanza che noi impariamo a integrare questi studi specialistici con quello che io chiamo “uno sguardo approssimativo all’insieme”; … qualsiasi sforzo interdisciplinare deve essere sorretto da solide basi. E occorre che tutti, compresi i cultori delle discipline umanistiche, abbiano una buona padronanza della matematica. Il che purtroppo non accade spesso. Comunque, questa esigenza di unità del sapere è sempre più avvertita.»
Da un articolo di Riccardo Chiaberge – archivio storico del Corriere della Sera

Nota:
“Ha cinque cervelli diversi, ognuno più intelligente del tuo” scrive J. Brockman su Murray Gell-Mann, a sintetizzare l’idea della genialità che pervade la figura dello scienziato americano, premio Nobel per la fisica nel 1969 per le sue ricerche nel campo delle particelle elementari e per il suo fondamentale contributo alla scoperta dei quark. Ma soprattutto Murray Gell-Mann è uno scienziato globale, esperto di filosofia e teorizzatore del pluralismo ontologico. Parla speditamente svariate lingue antiche e moderne, si occupa di letteratura, storia, botanica, arte preistorica.
(rr)

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