mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Montesquieu (18/01/1689)

«Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti [...]. Perché non si possa abusare del potere occorre che [...] il potere arresti il potere [...] base al primo di questi poteri, il principe o il magistrato fa delle leggi per sempre o per qualche tempo, e corregge o abroga quelle esistenti. In base al secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve delle ambascerie, stabilisce la sicurezza, previene le invasioni. In base al terzo, punisce i delitti o giudica le liti dei privati.»

Lo Spirito delle Leggi

«Fare l’elemosina a un uomo nudo, per strada, non esaurisce gli obblighi dello Stato, che deve assicurare a tutti i cittadini la sopravvivenza, il nutrimento, un vestire dignitoso, e un modo di vivere che non contrasti con la sua salute.»

Lo Spirito delle Leggi

«Bisognerebbe che il corpo del popolo avesse direttamente il potere legislativo; ma poiché ciò è impossibile nei grandi stati, ed è soggetto a molti inconvenienti nei piccoli, bisogna che il popolo faccia per mezzo dei suoi rappresentanti tutto ciò che non può compiere direttamente.»

Lo Spirito delle Leggi

Nota:

Montesquieu, Charles de Secondat, barone di La Brède, è stato un pensatore francese. Rappresenta uno dei punti di riferimento del pensiero politico contemporaneo: sulla sua teoria della separazione dei poteri ci si è interrogati e ci si continua a interrogare definendo le varie modalità di applicazione per eccesso o per difetto.

«La sua opera offre un ricco campionario di quelle idee che furono il patrimonio più cospicuo dell’Illuminismo: la tolleranza, la libertà politica; il rifiuto di dogmatismi: “non è la fortuna a dominare il mondo”; i fatti umani devono spiegarsi in modo umano. Nel libro XI dello Spirito delle leggi ascrive la libertà alla separazione dei poteri; legislativo, esecutivo e giudiziario e al loro reciproco equilibrio. Questa dottrina, ricavata dall’osservazione della realtà inglese, diventò uno dei capisaldi del liberalismo ed ebbe una diretta e grande influenza sulle costituzioni americana e francese”».

Enciclopedia Rizzoli Larousse

«Per tutti costoro [Vauban, Fénelon, Saint Pierre, ndr] la ricerca del miglior sistema d’imposizione (lo stiamo ancora cercando) obbediva alla preoccupazione di far ricadere il maggior peso del prelievo fiscale sui più ricchi perfezionando il sistema dell’imposizione diretta. Montesquieu si colloca sull’altra sponda: tale sistema è illiberale. L’imposta, reale o personale, esige operazioni d’accatastamento, dichiarazione dei redditi, controlli: “affinché il cittadino paghi occorrono ricerche perpetue in casa sua”. E “niente è più contrario alla libertà”. L’unico modo per evitare l’invasione della sfera privata da parte del potere pubblico, l’unico ”tributo naturale”, è l’imposizione indiretta, anche sulle merci di consumo corrente: l’imposta “invisibile”, che il cittadino neppure si accorge di pagare, perché incorporata col prezzo stesso della merce e percepita per conto dello Stato dallo stesso venditore. L’imposta pro capite è “più naturale” alla schiavitù; quella sulle merci alla libertà  “perché si riferisce in maniera meno diretta alla persona”».

S. Rotta, Il pensiero francese da Bayle a Montesquieu

(rrb)

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Un commento

  1. Peccato che a scuola non si studia mai in maniera approfondita!

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