martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Molière (15/01/1622)

«TARTUFO. Sono un uomo di Chiesa, ma sono sempre un uomo. E al cospetto delle vostre celestiali bellezze l’anima è conquistata e non ragiona più. Lo so, un discorso come questo, fatto da me, può sembrarvi strano. Ma, in fin dei conti, signora, io sono un angelo; e se volete condannare la confessione che vi ho  fatto, dovreste incolpare un po’ anche il fascino della vostra persona.  (…) La vostra virtù, accanto a me, non corre alcun rischio, non ha da temere disavventure da parte mia. Questi damerini di corte di cui si invaghiscono le femmine, agiscono senza discrezione e poi sono vanitosi, parolai, non fanno che menar vanto delle loro conquiste. Ogni minimo favore lo spiattellano a tutti. Non sanno tenere la bocca chiusa, e guai a fidarsi di questa gente che disonora l’altare dell’anima. Le persone come noi no: covano la fiamma in segreto e si può avere fiducia illimitata. L’amore per la nostra reputazione è una garanzia assoluta per la persona amata che solo in noi, se accetta la nostra offerta, può trovare l’amore senza lo scandalo e il piacere senza il timore.»

Da Tartufo, o L’impostore

«[fare il medico] Trovo che è il miglior mestiere del mondo; perché, sia che si faccia bene sia che si faccia male, si è sempre pagati in modo uguale. L’affare cattivo non ricade mai sulle nostre spalle, e tagliamo, a piacer nostro, nella stoffa che lavoriamo.»

«La morte non ha sempre le orecchie aperte ai voti e alle preghiere dei singoli eredi; e si ha il tempo di fare i denti lunghi, quando, per vivere, s’aspetta la morte di qualcuno.»

Da Il medico per forza

«No, io non posso sopportare questo sistema vile, ostentato da quasi tutta la gente alla moda; e non c’è niente che odii tanto quanto le contorsioni di questi grandi funamboli delle dichiarazioni di amicizia, questi affabili dispensatori di frivoli abbracci, questi accattivanti dicitori di parole inutili, che con tutti fanno a gara a chi fa più cerimonie, e che trattano allo stesso modo il galantuomo e il cafone. A che cosa serve che il primo venuto vi abbracci e vi giuri eterna amicizia, fedeltà, premura, stima, affetto, e tessa di voi il più luminoso panegirico, quando si sa che farà lo stesso con l’ultimo pezzente? No, no, un’amina bennata non deve avere nulla a che fare con un’amicizia così prostituta e si gloria di doni ben più cari che non quello di vedersi confuso con tutto l’universo. La vera stima deve fondarsi su una qualche ragione, e stimare tutti vuol dire non avere stima per nessuno. E poiché anche voi lo praticate, questo vizio alla moda, diamine!, non potete essere dei miei amici. Questa compiacenza, troppo generosa, di un cuore che non fa alcuna differenza tra merito e merito, io la rifiuto; voglio che mi si apprezzi per quel che sono; e per chiudere la questione, se uno vuol essere amico di tutto il genere umano, con me non ha nulla a che fare.»

Da Il misantropo

Nota:
Jean-Baptiste Poquelin prende il nome di Molière non appena intuisce che il teatro è la sua vita e che diventerà il più grande commediografo e attore della Francia di Luigi XIV. Da lì a formare la sua compagnia, a conquistare la protezione e il favore del Re, a innalzare la commedia a genere per eccellenza, a collezionare successi e critiche, a dare una pittura dei vizi della nobiltà del suo tempo, ci mette una vita, e tuttavia molto poco, animato dal suo genio e dalla sua passione per la scena, portandoci addirittura ad accomiatarci da lui proprio lì, sul palcoscenico, durante il suo Malato immaginario (e non poi tanto).

(as)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com