venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Mina (25/03/1940)

Mina e l’amore

«e chi ho tanto amato
dal mare del silenzio
ritorna come un’onda nei miei occhi
e quello che mi manca
nel mare del silenzio
mi manca sai, molto di più.
Ci sono cose in un silenzio
che non m’aspettavo mai,
vorrei una voce
ed improvvisamente
ti accorgi che il silenzio
ha il volto delle cose che hai perduto
ed io ti sento amore,
ti sento nel mio cuore
stai riprendendo il posto che
tu non avevi perso mai,
che non avevi perso mai,
che non avevi perso mai.»

La voce del silenzio

«C’è chi ogni sera mi vuole accanto a sé
ma non m’importa se i suoi baci mi darà
io penso sempre a te, soltanto a te
e so che la città vuota mi sembrerà se non torni tu,
come puoi tu vivere ancor solo senza me
non senti tu che non finì il nostro amor.»

Città vuota

 

Mina e gli uomini

«Dietro alle lenti due begli occhi neri
e sotto il taglio finto di un sorriso
io lì di fronte vuota di pensieri
con la farina sparsa sul mio viso
sembro un pagliaccio travestito a lutto
che si domanda che sto a fare qui
lui sembra un corvo nero e brutto
che vuole solo farsi dire sì.
E mi domanda cose senza senso
cose dovute alla stupidità
di un corvo che vuole il consenso
solo dai corvi della sua città.
Appollaiato sulla sua poltrona
lui mi colpisce col suo becco acuto
potrei annegarlo con un solo sputo
meglio parlargli con sincerità
Io col mio uomo
solo un giorno fa
ero lontana con la mia dignità.

E saltellando sulla scrivania
lui sta mangiando sulla pelle mia
e sta cercando con la sua miopia
di dimostrare la sua verità.
Io che credevo nell’intelligenza
nella sapienza di chi è messo là
a giudicare solo con coscienza
senza pensare alla sua vanità
adesso parlo con un corvo nero
che ascolta tutto ma non sente più
lui sta volando come uno sparviero
e non c’è modo di tirarlo giù.
Dietro alle lenti due puntini neri
e sotto il taglio finto di un sorriso
io lì di fronte vuota di pensieri
con la farina sparsa sul mio viso
sembro un pagliaccio travestito a lutto
che si domanda che sto a fare qui
lui proprio un corvo nero e brutto
che vuole solo farsi dire sì.»

Il corvo

 

La collaborazione con Battisti

«Io e te da soli
ma cosa stai dicendo,
io sto morendo
solo ad ascoltarti
soli.
Dimmi per chi piango
per che cosa prego,
io domani se
se tu mi lasci sola
sola.
Per pietà
per carità
se c’è il silenzio nel tuo cuore
dorme l’amore.
Lascialo sognare un pò
si sveglierà lo so
ma
io e te da soli.
Non devi dirlo mai
morirei stasera
e non vivrei di più.
Ma quello che mi fa più male
è che so che domani
domani moriresti tu
si, domani
per pietà
per carità
se c’è il silenzio nel tuo cuore
dorme l’amore.
Lascialo sognare un pò
si sveglierà lo so
ma
io e te da soli
Non devi dirlo mai»

Io e te da soli

 

Mina e la trasgressione

«Adesso arriva lui,
apre piano la porta
poi si butta sul letto
e poi e poi
ad un tratto io sento
afferrarmi le mani
le mie gambe tremare
e poi e poi e poi e poi
spegne adagio la luce,
la sua bocca sul collo
ha il respiro un po’ caldo
ho deciso lo mollo,
ma non so se poi farlo
o lasciarlo soffrire
l’importante è… finire.

Adesso volta la faccia,
questa è l’ultima volta che lo lascio morire
e poi e poi
ha talento da grande lui
nel fare l’amore
sa pigliare il mio cuore
e poi e poi e poi e poi
ha il volto sconvolto
io gli dico ti amo,
ricomincia da capo
è violento il respiro,
io non so se restare
o rifarlo morire
l’importante è… finire»

L’importante è finire

Nota:

Artista di fama internazionale, è la cantante donna che più di tutte, ha stravolto la canzone italiana nel panorama autoctono e internazionale. Mina, pseudonimo di Anna Mazzini, è l’artista tuttora più ascoltata e che meglio rappresenta, a livello vocale, la nostra nazione. Voce calda e sensuale, capace di passare da un “re grave” ad uno strepitoso acuto in “cubetti di ghiaccio”, senza pensarci due volte. Donna affascinante, ma semplice. Cantante ambiziosa, sperimentale e agghiacciante. Non era portata per lo studio, lei voleva cantare. Iniziò la sua carriera cantando nelle balere, a insaputa dei genitori, incoraggiata dalla nonna che le insegnava il mestiere.

«…una lungagnona col vestito da cocktail sottratto di nascosto alla madre, saliva sul palco traballante di una balera lombarda. Si ricorda che l’abito era blu e bianco. Lucido. Si ricorda che dopo aver cantato la prima canzone, il titolo? no, è troppo, si arrabbiò, perché la gente applaudiva. “Io canto per me. Cosa c’entrano loro?”. Non aveva le idee chiare. O forse era troppo lucida. Si ricorda che alla fine di quella primissima esperienza scappò via perché i genitori non sapevano…non volevano. A diciott’anni era d’obbligo ubbidire. Ma non l’aveva fatto. E doveva correre subito a rimettere l’abito a posto il più in fretta possibile. Si ricorda che poco dopo, dietro le sue insistenze, il padre aveva convinto la madre: “Tanto, cosa vuoi, durerà qualche settimana questa follia. Lasciamola fare». La lungagnona invece è ancora qui” »

Esibendosi prima con gli Happy Boys, poi come solista, ottenne un enorme successo già sin dai primi esordi. L’echec al festival di Sanremo per più di una volta, la convinse a non partecipare più all’annuale gara canora e questo fece di lei sempre di più una personalità indipendente e contro corrente. La vita di questa donna, poco privata e molto pubblica, sfortunatamente per lei, condizionò non tanto il suo successo, ma la sua relazione con il pubblico conservatore degli anni ’60. La nascita “illegittima” del piccolo Massimiliano, destò così tanto scalpore che da Tigre di Verona, com’era stata soprannominata dalla critica, venne additata come “peccatrice pubblica”.

«Il massimo è stata una foto su “Epoca” dove io ridevo con Corrado con il mio pancione, tranquilla, e sotto scritto “Cosa avrà da ridere?”, guarda che è il massimo, me la ricorderò tutta la vita una cosa del genere. Per cui capisci tu l’atteggiamento della stampa: me ne hanno tirato addosso delle badilate e la gente non si è lasciata condizionare da questo fatto, l’ha superato.»

La decisione di ritirarsi dalla scena pubblica, presa nel 1978, fa capire quanto la sua professione sia stata importante per lei e non per il suo esibizionismo. Malgrado l’abbandono, la voce di Mina non ha smesso di regalarci emozioni sempre più forti. Anche se non potremo mai (la speranza è l’ultima a morire) assistere ad uno suo concerto, gli spot pubblicitari, i duetti, le trasmissioni televisive che continuamente ripropongono le sue performances migliori, non possono che aumentare l’idea mitica di questa donna/cantante, già radicata nei nostri cuori.

(mc)

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