martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Milan Kundera (01/04/1929)

 

 «Basta innamorarsi follemente e sentire il brontolio del proprio intestino, perché l’unità di corpo e anima, questa lirica illusione dell’età della scienza, svanisca di colpo.»

Da L’insostenibile leggerezza dell’essere.

«Chi tende continuamente “verso l’alto” deve aspettarsi prima o poi d’essere colto dalla vertigine. Che cos’è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.»

Da L’insostenibile leggerezza dell’essere.

« Sapeva che lei lo amava ed era gelosa. La gelosia non è certo una qualità piacevole, ma se non se ne abusa (se è unita a una certa moderazione) ha in sé, a parte i suoi inconvenienti, anche qualcosa di commovente.»

Da Amori ridicoli.

« Anch’io ho danzato in girotondo. Era il 1948.
Poi, un giorno, ho detto qualcosa che non dovevo dire, sono stato espulso dal partito e ho dovuto uscire dal cerchio.
È stato allora che ho capito il significato magico del cerchio. Quando si è allontanati da una fila, è ancora possibile tornarci. È una formazione aperta. Ma il cerchio si richiude, e per questo, quando lo si lascia, è per sempre. Non per caso i pianeti si muovono in cerchio, e la pietra che se ne stacca si allontana inesorabilmente, spinta dalla forza centrifuga. Simile a una meteorite staccatasi da un pianeta, io sono uscito dal cerchio e non ho finito, ancora oggi, di cadere.
Ci sono persone alle quali è dato morire durante la traiettoria e altre che si schiantano alla fine della caduta. E queste ultime (delle quali faccio parte) serbano sempre dentro di loro una sorta di segreta nostalgia per il girotondo perduto, perché tutti siamo abitanti di un universo nel quale ogni cosa gira a cerchio.»

Da Il libro del riso e dell’oblio.

Nota:

Un romanzo come L’insostenibile leggerezza dell’essere, paradossale nello svolgimento quanto nel titolo, non poteva che diventare un classico della letteratura contemporanea, rendendo così Kundera uno degli autori più amati del Novecento.

 Le sue opere narrative, dei veri capolavori tanto nella forma quanto nel contenuto, sono considerabili come delle storie esemplari scritte per dimostrare una tesi, sono state recentemente raccolte in due volumi della Bibliothèque de la Pléiade, prestigiosa collana dell’editore francese Gallimard, che solo raramente concede quest’onore a scrittori ancora in vita.

(lm)

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Un commento

  1. Appena ho finito di leggere “L’insostenibile leggerezza dell’essere” avrei voluto rintracciare l’autore ad ogni costo per sapere se davvero Tomàs ha finito per innamorarsi di quelle sei “ridicole coincidenze”. Infatti essendomi immedesimata a tal punto in Tereza, scioccamente volevo una risposta definitiva. Cercavo l’”es muss sein”. Ecco la sciocchezza. “Einmal ist keinmal”.

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