martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Michel de Montaigne (28/02/1533)

«Questo è un libro di buona fede, lettore. Ti avverte, sin dall’inizio, che non mi sono preposto alcuno scopo, se non domestico e privato. Non m’importa del tuo servizio, né della mia gloria. Le mie forze non sono capaci di un tale progetto. È rivolto ai miei parenti e ai miei amici: a coloro che mi hanno perduto, che possano ritrovarvi alcuni tratti della mia condizione e del mio amore, e che attraverso ciò, coltivino più interamente e vivamente, la conoscenza che hanno avuto di me. Se avessi scritto ciò per ottenere il consenso della gente, mi sarei meglio preparato e mi sarei presentato da degno studioso. Voglio che mi si veda nel mio nudo semplice, naturale e ordinario, senza sforzo e artificio: perché sono io che soffro. I miei sbagli si leggeranno dal vivo, spontaneamente, senza mai ledere il rispetto che il pubblico mi ha concesso. […] Così, lettore, io sono me medesimo la materia del mio libro: non c’è ragione per cui tu impieghi il tuo tempo libero per un soggetto così vano e frivolo. »
Au lecteur, Essais

«Non è nulla di che, ma qualche volta mi è capitato di fermarmi a riflettere sulla morte. […] Né la salute mi allunga la speranza, né le malattie me l’accorciano. Ogni minuto sembra che fugga. E io mi ripeto continuamente: non rimandare a domani quello che puoi fare oggi. […] Bisogna essere sempre pronti a partire, per quanto si può, e soprattutto a prendersi cura di sé stessi. […] Mai uomo si preparerà a lasciare il mondo più puramente e pienamente di me. […] Non bisogna progettare niente di lunga durata, o con l’intenzione di appassionarsi senza vederne la fine. Noi siamo nati per agire. “Voglio che la morte mi sorprenda nel mezzo del mio lavoro”. Voglio che si agisca, e che si allunghi la fatica della vita quanto più si può, e che la morte mi trovi mentre vado in pensione, nel mezzo del mio giardino ancora incompiuto.»
Que philosopher c’est apprendre à mouri, Essais

«La mia statura è un po’al di sotto della media. Non è solo un difetto di mancata bellezza, ma anche di scomodità, soprattutto per coloro che eseguono dei comandi e hanno degli incarichi: perché l’autorità che danno una bella presenza e una maestà corporale non hanno paragoni. […] Le altre bellezze sono per le donne; la bellezza dell’altezza è la sola bellezza degli uomini. La larghezza e la sfericità della fronte, il candore e la dolcezza degli occhi, la mediocre forma del naso, le piccole dimensioni dell’orecchio e della bocca, la perfezione e lo splendore dei denti, lo spessore di una barba bruna, la peluria vigorosa, un corpo senza profumo, l’esatta proporzione delle membra, non possono rendere un uomo bello, se non è alto. Tutto sommato ho una statura tarchiata e forte; il viso, non grosso, ma pieno; la salute forte e allegra, raramente colpita da malattie. Ero così, dato che non mi considero ancora vecchio, fino a quando non ho superato i quarant’anni. “Poco a poco le forze e il vigore della maturità vengono stroncati dall’età e comincia il declino”. Quello che sarò d’ora in avanti, non sarà più un essere a metà, non sarò più io. Fuggo tutti i giorni e mi sottraggo a me stesso.»
La beauté de la taille, Essais

«[...] se paragono tutta la mia vita rimanente a questi quattro anni che egli mi ha regalato, essa non è altro che fumo, null’altro che una notte oscura e noiosa [...] gli stessi piaceri che mi si offrono, invece di consolarmi, raddoppiano il rimpianto della sua perdita»
De l’amitié, Essais

Traduzione a cura di Asterischi (mc)

Nota :

Michel Eyquem de Montaigne fu un noto politico, scrittore e filosofo del cinquecento francese. Uno dei primi saggisti d’Europa, Montaigne dedica l’intera vita ai suoi “essais”, raccolta rivelatrice dell’intima ideologia dello stesso autore. Montaigne sa ascoltare, arriva dritto al cuore, si apre con spontaneità e naturalezza, diventa un tutt’uno col suo pubblico. Oggetto delle sue attenzioni: l’uomo. Tutto ciò che l’uomo dice, pensa, fa, merita l‘attenzione di un filosofo che pensa, cresce, sbaglia e matura attraverso la sua stessa opera e insieme allo stesso lettore. Un ritratto passionale e sincero di un uomo che si pone delle domande e trova da sé le risposte, giuste o sbagliate.

(mc)

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