venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Michael Moore (23/04/1954)

«Abbiamo una cultura di violenza della quale siamo maestri e vittime al tempo stesso. E poiché ne siamo maestri, possiamo cambiare la parte relativa alla vittima. Possiamo scegliere di essere diversi. Possiamo scegliere di trattare il resto del mondo in modo diverso. Possiamo renderlo migliore [...] È pericoloso dare molti soldi a uno come me. Io ho pochi bisogni materiali e non desidero molte cose. Perciò, se mi mettete in mano un sacco di soldi, li userò per fare dei danni. »

da Il mondo secondo Michael Moore – Un ritratto non autorizzato attraverso le sue parole

«E’ con l’ignoranza della gente comune che ci dobbiamo confrontare. Perchè non sa. La gente crede di sapere, ma non sa niente. Io credevo di sapere, ma non so niente »

da Fahrenheit 9/11. Lila Lipscomb, madre del Sergente Michael Pedersen deceduto durante la guerra in Iraq.

«Di norma lo sforzo bellico persegue sempre lo scopo di tenere la società al limite della sopravvivenza.
La guerra viene combattuta dalla classe dominante contro le classi subalterne e non ha per oggetto la vittoria sull’Eurasia o sull’Asia orientale, ma la conservazione dell’ordinamento sociale.»

citazione di George Orwell da Fahrenheit 9/11

«Esistono società che fanno del bene per la comunità, che producono servizi e beni preziosi per tutti noi, che migliorano la nostra vita. E questo è un bene. Il problema sorge quando la motivazione è data dal profitto e per quel tipo di gente non è mai abbastanza. »

da The Corporation, 2003

«Se vuoi stare in America… non ammalarti mai!

Slogan per il lancio di Sicko, 2007

«Mi rendo conto che può suonare azzardato sentirmi parlare tanto bene del Canada, ma è per dire che sarebbe meglio per gli USA cercare di realizzare qualcosa di più simile a ciò che hanno i canadesi. Ci sono difetti anche nel sistema canadese, certo, e non sta a me correggerli. Girando per il mondo per indagare sui sistemi canadese, britannico, cubano, francese, ho pensato semplicemente che gli americani dovrebbero fare quello che hanno sempre fatto, ovvero ‘rubare’ le cose migliori e lasciar perdere ciò che invece non funziona.»

da Michael Moore a Cannes con Sicko su movieplayer.it, 21/05/2007

«Quello che non capisco è chi sono quelli che votano per lui (Berlusconi) e per il suo partito? Perché non li incontro mai quando vengo qui in Italia? Perché votano per lui? E’ un imbarazzo per l’Italia e so di cosa parlo perché anche noi abbiamo fatto cose in America di cui essere imbarazzati. Ma è proprio vero che, come mi sento dire, la sinistra non offre alternative?
[...] Io sono speranzoso, sono un ottimista. I cambiamenti succederanno, sono già cominciati. Basta guardare l’elezione di Obama, ancora ci viene da chiederci come sia successo
[...] Ora è importante che chi ha votato per Obama sia pronto ad essere coinvolto attivamente, lui non può fare tutto da solo. La democrazia non è un movimento passivo, bisogna partecipare.
[...] Ho pensato: e se non mi fanno fare più film? Se devo dire tutto quello che voglio dire in un unico film? L’ho fatto con questo atteggiamento: dovevo far vedere queste cose con la speranza che la gente si alzi in piedi e si ribelli »

da un’intervista a La Repubblica in occasione dell’uscita di Capitalism: A love story, 7/09/2010

«Ci meritiamo tutti il sogno di Roosevelt. Ed è un crimine che non lo abbiamo. Né lo avremo mai, finché avremo un sistema che arricchisce i pochi a spesa dei molti. Il capitalismo è un male, e non si può regolamentare il male. Bisogna eliminarlo, e sostituirlo con qualcosa che vada bene per tutti, e questo qualcosa si chiama Democrazia. »

da Capitalism: A love story

Trailer di Fahrenheit 9/11, 2004

Michael Moore su Obama e Berlusconi

Scena finale di Capitalism: A love story, 2009

Video di Boom! dei System Of A Down, prodotto da Michael Moore

Video di Testify dei Rage Against The Machine, prodotto da Micheal Moore

Video di Sleep Now in The Fire dei RATM, diretto da Moore e girato con Welles Hackett

Nota:

«Michael Moore è diventato un divo spiegando che le guerre in Medioriente sono il frutto di un piano studiato a tavolino da due famiglie, Bush e Bin Laden. Purtroppo il vero complotto è ordito dai due terzi della popolazione statunitense, duecento milioni di persone, che si ostinano a consumare ogni anno un terzo delle merci mondiali, senza neppure riuscire a pagarle, e dieci volte l’energia usata dal miliardo e trecento milioni di cinesi. Hanno enorme successo i romanzi sulla mafia che narrano di spietati padrini e ignobili protettori politici.»

Curzio Maltese

Apparentemente destinato a un futuro da impiegato alla General Motors, Michael Moore, allora solo un giovane 22enne del Michigan, crederà dapprima di rivoluzionare la sua sorte dedicandosi al giornalismo indipendente, per finire poi a lanciarsi all’organizzazione di redditizie serate di bingo che gli consentiranno di girare il celebre “Roger and me”, dove Roger, per l’appunto, era proprio il presidente della disertata General Motors. Oggi Michael è famoso per i suoi pungenti documentari dove, oltre che mettere in mostra la sua amabile figura di omaccione occhialuto, ci dimostra vero coraggio e sfrontatezza nel denunciare il finto perbenismo, l’imbarazzo e i tristi espedienti della classe economica al potere creando riprese chiare dei fatti, smontati e rimontati dei loro più fini ingranaggi, e soprattutto della gente, le loro esperienze, le loro tragedie, spesso accuratamente nascoste. Con alle spalle denunce giuridiche da parte del governo americano e, come se non bastasse, un incartamento made-Wikileaks che rivelerebbe in cantiere un tentativo di diffamazione da parte dell’America, Moore nei suoi film ci dimostra come i grossi imprenditori al potere non siano poi così incompetenti come possono apparire: nel riuscire in fondo a sfruttare la loro posizione per far soldi sono ineccepibili. Politica interna dunque, corporations, sanità, affari esteri, guerre, niente riesce a sfuggire all’obiettivo della sua telecamera, ed è triste perchè niente evidentemente appare immune alla speculazione dell’uomo. Ma in fondo poi che Dio benedica l’America, sempre e comunque.

(ss)

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