mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Max Planck (23/04/1858)

Una volta capitò al giovane Max Planck di dimenticare in quale aula doveva fare lezione ed, entrato nella segreteria del Dipartimento per chiedere “Per favore, potreste dirmi in quale aula il professor Planck fa lezione oggi?”, si sentì rispondere: “Non andateci, giovanotto. Siete troppo giovane per capire qualcosa delle lezioni del nostro dotto professor Planck”. 

Leon Lederman, “La Particella di Dio”

Signor Planck il suo vero nome è Max o Marx?

«Il mio nome di battesimo è in effetti Marx, un diminutivo di Markus, ma a dire il vero non mi è mai piaciuto e perciò da quando ho imparato a scrivere ho sempre firmato Max Planck.»

 Qual è stato il suo contributo alla scienza?

 «Purtroppo, contro il mio volere, ho scoperto una delle costanti più importanti dell’Universo, che porta il mio nome: h=6.626*10-34 Js. Scoprendo i quanti, ho dato inizio allo sviluppo della teoria quantistica, a cui non ho mai particolarmente creduto. »

  Oltre a rivoluzionare il mondo della fisica, ha fatto altro nella vita?

«La mia prima passione è stata la musica. Da giovane suonavo pianoforte, violoncello e organo; componevo anche Lied e ho scritto un’opera. Tuttavia ho intrapreso gli studi di fisica teorica, piuttosto che la via del conservatorio, ma la musica mi ha sempre accompagnato: mi trovavo regolarmente a suonare con altri fisici di Berlino, tra cui anche Albert Einstein, un abile violinista. Sono entrato nella sezione delle comunicazioni radio dell’esercito francese durante la prima guerra mondiale. Ho lavorato come tecnico alla stazione radio sulla Tour Eiffel dal 1914 al 1918. »

È vero che i fisici hanno poco successo nella propria vita amorosa?

«Sì, la mia vita sociale ed amorosa lo può dimostrare: mi sono sposato a quasi 30 anni nel 1887. Prima di quella data non ero più di tanto interessato a sposarmi ed avevo una scarsa fortuna in amore. Dalla mia prima moglie ho avuto 5 figli, di cui soltanto Erwin sopravvisse fino alla prima guerra mondiale. Era un ottimo ragazzo: rivoluzionario, al contrario di me, si batté contro il regime nazista e per questo lo fucilarono nel ‘45. Se sono stato fortunato nella Fisica, non lo sono stato con i miei figli e mia moglie. »

Crede in Dio?

«Domanda difficile. Essendo un fisico teorico ho indagato sulla natura dell’Universo. Anche se nelle equazioni della Fisica Quantistica non sembra esserci posto per Dio, sono convinto che c’è qualcosa oltre le  nostre conoscenze. »

Da un’intervista del 1927 (Bruxelles)

«La decisione di dedicarmi alla scienza fu conseguenza diretta di una scoperta, che non ha mai cessato di riempirmi di entusiasmo fin dalla prima giovinezza: le leggi del pensiero umano coincidono con le leggi che regolano le successione delle impressioni che riceviamo dal mondo intorno a noi, sì che la logica pura può permetterci di penetrare nel meccanismo di quest’ultimo. A questo proposito è di fondamentale importanza che il mondo esterno sia qualcosa di indipendente dall’uomo, qualcosa di assoluto. La ricerca delle leggi che si applicano a questo assoluto mi parve lo scopo scientifico più alto della vita».

[…lo stupore è] «fonte inestinguibile della sete di conoscere;…chi ha raggiunto lo stadio di non meravigliarsi più di nulla dimostra semplicemente di aver perduto l’arte del ragionare e del riflettere».

 «Non tutto ciò che è esente da contraddizioni logiche è ragionevole. E la ragione ci dice che quando voltiamo le spalle ad un oggetto e ce ne allontaniamo, dell’oggetto rimane pur qualche cosa….[Io esprimo] la recisa affermazione (ed in questo so di non essere solo) che gli atomi, anche se noi non sappiamo nulla sulla loro intima natura, sono reali né più né meno che i corpi celesti e gli oggetti terrestri che ci circondano».

Max Planck, La conoscenza del mondo fisico

« [...] La continuità di tutte le azioni dinamiche, premessa incontestata, un tempo, di tutte le teorie fisiche, [è stata] espressa dal noto dogma di derivazione aristotelica: natura non facit saltus. Ma anche in questa fortezza della fisica, sempre rispettata fin dal tempi antichi, l’indagine moderna ha aperto una breccia pericolosa. [...] Sembra in realtà che la natura faccia dei salti, e dei salti assai singolari. Mi sia permesso, per spiegarmi meglio, di servirmi di un paragone intuitivo. [...]Nel caso delle onde dell’acqua la frantumazione dell’energia di movimento si arresta quando gli atomi in certa maniera tengono unita l’energia, perché ogni atomo rappresenta un determinato quantum finale di materia che si può muovere soltanto come un tutto unico. Nel caso dei raggi luminosi e termici, benché essi siano di natura assolutamente immateriale, debbono analogamente entrare in gioco delle cause che tengono unita l’energia radiante in determinati quanti finali, e la tengono unita tanto più efficacemente quanto più brevi sono le onde, ossia quanto più rapide si succedono le vibrazioni. »

Max Planck  La conoscenza del mondo fisico, Einaudi, Torino, 1942

Nota:

Karl Ernst Ludwig Marx Planck, detto Max è stato un fisico tedesco.

Ha ideato la teoria dei quanti, che insieme con la teoria della relatività di Albert Einstein è uno dei pilastri della fisica contemporanea.

Nel 1901 Planck formulò la Teoria Quantistica, secondo la quale gli atomi assorbono ed emettono radiazioni in modo discontinuo, per quanti di energia. In tal modo anche l’energia può essere concettualmente rappresentata, come la materia, sotto forma granulare: i quanti sono appunto come granuli di energia indivisibili.

La sua teoria gli valse il premio Nobel per la fisica del 1918.

Fu anche un ottimo pianista, s’interessò di questioni filosofiche, restò attivo fino a tarda età: ma la sua vita fu spesso turbata da tristi avvenimenti, soprattutto dalla morte del figlio Erwin, fucilato nel 1944 dai nazisti perché coinvolto nell’attentato di luglio contro Hitler.

(rr)

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