mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Max Gazzè (06/07/1967)

 

«Chino su un lungo e familiar bicchier di vino
partito per un viaggio amico e arzillo, già brillo.
Certo perché io non gioco mai a viso aperto;
tremendo il mio rapporto con il sesso,
che fesso».

Da Il Timido Ubriaco (Max Gazzè, 2000)

«Mi intriga lavorare sulla parte letteraria, per focalizzare sull’alchimia con la musica, per aumentarne la creatività. La scrittura dei testi mi permette di indentificare colori diversi nei vari brani: le parole sottolineano alcuni passaggi e, nella loro ironia, pochi versi riescono a condensare significati complessi, con infiniti rimandi. Basti pensare che l’Università di Leida, in Olanda, li ha studiati nelle loro diverse sfaccettaure. Non ne ha parlato nessuno.»

Dall’intervista di Matteo Paoletti sul suo ultimo disco Quindi?

«Quattro pupazzi con teste d’antenne la pancia con il televisore cresciuti gestiti da un aspirapolvere mangiano schiuma di ogni colore
ibridi ignobili scherzi nucleari cuccioli orribili con gli stivali».

Da Storie crudeli (Quindi?, 2010)

«Il motore degli eventi è partito con l’impegno
che tiene accesa la fortuna.
Odora di fumo la biro sul banco, tempo sprecato a vietare vulve.
Sensi di colpa,studiare fumetti come minore letteratura:
tempo sprecato.»

Da Il motore degli eventi (Ognuno fa quello che gli pare?, 2001)

«L’evo dopo il medio è più avanti o più indietro,
sarà l’indice oppure l’anulare che raccorda tutta questa fatica,
come i quartieri della capitale.
Uno sbuffo di oceano maestoso ed il tempo infinito è finito,
il futuro sparisce si semplifica la grammatica
Rendendo superfluo il domani e i finali».

Da L’Evo dopo il Medio (Tra l’aratro e la radio, 2008)

Nota:

Max Gazzè è noto al grande pubblico soprattutto per singoli come Una musica può fare o La favola di Adamo ed Eva, usciti sul finire dei ’90 e oggi radicati nell’immaginario musicale italiano per la loro rilassata orecchiabilità e l’accuratezza dei loro testi. Grande impatto ha avuto anche Il timido ubriaco, che lega ulteriormente il musicista romano all’idea di uno stile alternativo e intimista. Gazzè mantiene poi visibilità partecipando più volte a Sanremo e al Festivalbar, mostrando così al pubblico il suo lato più facilmente godibile a scapito dei lati più ricercati della sua complessa personalità artistica. Max Gazzè è ben più di quello che gli è attribuito, forse anche per sua stessa colpa. Gazzè, che è cresciuto personalmente e musicalmente in Belgio, ha in sé il respiro europeo: pochi lo conoscono come autore di colonne sonore, pochissimi sanno della sua esperienza nell’acid jazz col gruppo britannico 4 Play 4 o del suo lavoro in Francia come produttore artistico. Si potrebbe definirlo, sotto certi aspetti, un Brian Eno italiano. Interessante è il forte trend elettronico con cui Max veste la maggioranza dei suoi pezzi negli ultimi live.

(ct)

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