martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Martin Lutero (10/11/1483)

 

 
« Tutte le comunità del mondo ricevono il loro nome dal loro capo (…). Perché [la nostra] si chiama Cristianità? Perché dal nostro capo siamo detti cristiani e purtuttavia siamo ancora in terra? Con questo si vuol indicare che l’intera Cristianità, anche sopra la terra, non ha altro capo che Cristo [anziché il papa], poiché altro nome non ha che da Cristo.»
da Scritti Politici

« Sicuramente Dio non rimette la colpa a nessuno, senza sottometterlo contemporaneamente al sacerdote suo vicario, completamente umiliato.»
da 95 Tesi

« …il reggimento dei preti non è né autorità né potestà, ma è un servizio ed un ufficio… »
da Scritti Politici

« Dio è quel Signore che si compiace ad innalzare ciò che è umile, e ad abbassare ciò che è stato in alto, in poche parole, a rompere ciò che è costruito e a costruire ciò che è frantumato.»
Dio secondo Lutero, Scritti Religiosi

« È vana la fiducia nella salvezza mediante le lettere di indulgenza. anche se un commissario e perfino lo stesso papa impegnasse per esse la propria anima.»
da 95 Tesi

Nota:
Martin Luther è stato probabilmente il frate meno ortodosso e “comodo” che la Chiesa cristiana abbia mai conosciuto. L’idea di un uomo solo, un religioso, in grado di contrastare Lei, la Chiesa, in un periodo come il ’500, suona altisonante e, per quanto nobile nelle intenzioni, è stata anche vista da molti con razionalità e sospetto: la critica che Lutero fece all’istituzione Chiesa, infatti, divenne presto aperta polemica e condanna. Lo scisma che si creò determinò la fine di un dialogo che, probabilmente, separò solo due pensieri contrastanti in cui il concetto di bene veniva messo da parte a favore della semplice opinione personale. E’ facile affermare di poter interpretare a proprio uso e consumo le scritture: la fede non è corrotta e l’abbraccio al pubblico largamente più vasto, espediente che oggi, in termini di marketing, potrebbe quasi sembrare un ottima trovata pubblicitaria da parte di Lutero al fine di affollare le file della “sua” Chiesa.
Luci e ombre dunque sulla figura del frate protestante: abbagliato da un fulmine, che lo intimorì tanto da far voto di diventare frate, e oscurato altrettanto dalla grande popolarità che lo portò a pubblicare ed esaltare le sue intolleranze a proposito della uguaglianze dei popoli:
« Ritengo che sia meglio uccidere dei contadini che i principi e i magistrati, poiché i contadini prendono la spada senza l’autorità divina. [...] Il momento è talmente eccezionale che un principe può, spargendo sangue, guadagnarsi il cielo. Perciò cari signori sterminate, scannate, strangolate, e chi ha potere lo usi. »
e il suo antisemitismo:
«… che si proibisca loro ( gli ebrei) di lodare Dio in pubblico, di ringraziare, di pregare, di insegnare pena la perdita del loro corpo fisico e della loro vita.»
 Sugli Ebrei e le loro menzogne, Wittenberg 1543
(ss)

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