mercoledì , 20 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Martin Luther King (15/01/1929)

 

«Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina
sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere una via maestra
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.»

«Se un uomo non ha scoperto nulla per cui vorrebbe morire, non è adatto a vivere.»

«Sono orgoglioso di unirmi a voi oggi in quella che passerà alla storia come la più grande manifestazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa, un grande Americano, sulla cui ombra simbolica ci troviamo oggi, firmò la Proclamazione per l’Emancipazione. Questo decreto importantissimo arrivò come un faro di speranza per milioni di schiavi Negri bruciati dalle fiamme di questa raggelante ingiustizia. Arrivò come una gioiosa aurora dopo una lunga notte di schiavitù. Però cento anni dopo, il Negro non è ancora libero; cento anni dopo, la vita del Negro è ancora dolorosamente segnata dai ferri della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il Negro vive in un’isola deserta in mezzo a un immenso oceano di prosperità materiale; cento anni dopo, il Negro tuttora langue negli angoli della società americana e si trova in esilio nella propria terra. Così siamo venuti qui oggi a denunciare una condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti nella capitale del nostro paese per incassare un assegno. Quando gli artefici della nostra repubblica scrissero le magnifiche parole della Costituzione e della Dichiarazione d’Indipendenza, stavano firmando una cambiale di cui ogni americano era garante. Questa cambiale era la promessa che tutti gli uomini, sia, l’uomo negro e l’uomo bianco, avrebbero avuto garantiti i diritti inalienabili alla vita, alla libertà, e al perseguimento della felicità. È ovvio oggi che l’America è venuta meno a questa promessa per quanto riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo obbligo sacro, l’America ha dato alla gente negra un assegno a vuoto; un assegno che è tornato indietro con il timbro fondi insufficienti. Però ci rifiutiamo di credere che la Banca della Giustizia sia fallita. Ci rifiutiamo di credere che non ci siano fondi sufficienti nelle grandi casseforti dell’opportunità di questo paese. E allora siamo venuti a incassare quest’assegno, l’assegno che ci darà a richiesta le ricchezze della libertà e la sicurezza della giustizia.»

I have a dream speech

«Però c’è qualcosa che io debbo dire alla mia gente, che sta sulla soglia logora che conduce al palazzo di giustizia. Nel processo di conquista del posto che ci spetta, non dobbiamo essere colpevoli di azioni inique. Non cerchiamo di soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla tazza del rancore e dell’odio. Dobbiamo sempre condurre la nostra lotta su un piano di dignità e disciplina. Non dobbiamo permettere che le nostre proteste creative degenerino in violenza fisica. Ancora una volta dobbiamo elevarci alle altezze maestose dell’incontro tra forza fisica e forza dell’anima. La nuova meravigliosa militanza, che ha inghiottito la comunità negra, non dovrà condurci a diffidare di tutta la gente bianca. In quanto parecchi dei nostri fratelli bianchi, come oggi si vede dalla loro presenza qui, si sono resi conto che il loro destino è legato al nostro. E si sono resi conto che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra. Non possiamo camminare soli. E camminando, dobbiamo fare la promessa che marceremo sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro.»

I have a dream speech

Nota:
«Una rivolta è in fondo il linguaggio di chi non viene ascoltato.»
Il più giovane premio Nobel per la pace, apostolo instancabile della resistenza non violenta, Martin Luther King spese l’intera vita nella lotta per l’affermazione dei diritti contro la discriminazione razziale. Una “lotta d’amore”, contraria alla passività e al silenzio e, contemporaneamente, non aggressiva, volta al raggiungimento di un solo obiettivo: la giustizia, l’uguaglianza. La sua protesta pacifica senza armi riscosse grande successo nell’America Kennedyana e negli anni a venire. Infatti, qualche anno prima dell’omicidio, molte richieste del movimento pastorale furono accolte, come, ad esempio, la proclamazione dei diritti civili (Civil Rights Act) e dei diritti di voto (Voting Rights Act) per i neri. Perseguitato dagli ambienti segregazionisti del sud degli Stati Uniti, King fu assassinato a Memphis durante la marcia per la campagna antirazziale dei lavoratori neri del Tennessee.

Le sue grandi doti di oratore vengono ricordate nei cuori degli uomini di qualunque colore e nazione, soprattutto per il celebre discorso “I have a dream”, che racchiude in sé l’intero scopo della vita del pastore d’Atlanta: il desiderio di uguaglianza fra gli uomini.

(mc)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com