venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Marguerite Yourcenar (08/06/1903)

«Ho letto sovente che le parole tradiscono il pensiero, ma mi sembra che le parole scritte lo tradiscano ancor di più. Tu sai ciò che resta di un testo dopo due successive traduzioni. E poi, io, non sono abile. Scrivere è una scelta perpetua tra mille espressioni, nessuna delle quali, avulsa dalle altre, mi soddisfa completamente.»

«Questo corpo, che sembra così fragile, è tuttavia più resistente delle mie decisioni virtuose, forse persino della mia anima, dacché l’anima muore sovente prima di lui. Questa frase, Monique, certo ti colpirà più dell’intera mia confessione; tu credi l’anima immortale. Perdonami di essere meno sicuro di te, o di aver meno orgoglio; sovente l’anima non mi sembra che un semplice respiro del corpo.» 

Da Alexis, o il trattato della lotta vana, 1928.

«Di tutti i piaceri che lentamente mi abbandonano, uno dei più preziosi, e più comuni al tempo stesso, è il sonno. [...] Ammetto che il sonno perfetto è quasi necessariamente un’appendice dell’amore: come un riposo riverberato, riflesso in due corpi. Ma qui m’interessa quel particolare mistero del sonno, goduto per se stesso, quel tuffo inevitabile nel quale l’uomo, ignudo, solo, inerme, s’avventura ogni sera in un oceano, nel quale ogni cosa muta – i colori, la densità delle cose, persino il ritmo del respiro, un oceano nel quale ci vengono incontro i morti. Nel sonno, una cosa ci rassicura, ed è il fatto di uscirne, e di uscirne immutati [...].Che cos’è l’insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni?»

« Confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell’amore, questa strana ossessione che fa sì che questa stessa carne, della quale ci curiamo tanto poco quando costituisce il nostro corpo, preoccupandoci unicamente di lavarla, di nutrirla, e – fin dov’è possibile, d’impedirle che soffra, possa ispirarci una così travolgente sete di carezze sol perché è animata da una individualità diversa dalla nostra, e perché è dotata più o meno di certi attributi di bellezza sui quali, del resto, anche i giudici migliori son discordi. Di fronte all’amore, la logica umana è impotente, come in presenza delle rivelazioni dei Misteri: non s’è ingannata la tradizione popolare, che ha sempre ravvisato nell’amore una forma di iniziazione, uno dei punti ove il segreto e il sacro s’incontrarono.»

«Ma altre orde sarebbero venute, altri falsi profeti, i nostri deboli sforzi per migliorare la condizione umana saranno continuati con scarso impegno dai nostri successori; il seme di errore e di morte che anche il bene contiene in sé crescerà mostruosamente nel corso dei secoli. Il mondo, stanco di noi, si cercherà nuovi padroni; quel che ci era parso saggio apparirà vano, quel che ci era parso bello apparirà orribile. Come l’iniziato mitriaco, forse anche l’umanità ha bisogno del bagno di sangue e di passare periodicamente nella fossa funebre. Vedevo tornare i codici feroci, gli dei implacabili, il dispotismo incontestato dei principi barbari, il mondo frantumato in Stati nemici, eternamente in preda al terrore. Altre sentinelle, minacciate da altri dardi, andranno su e giù di ronda nelle città future; il gioco stupido, osceno e crudele continuerà, e la specie umana invecchiando vi aggiungerà senza dubbio nuove raffinatezze d’orrore. La nostra epoca, di cui conoscevo meglio di chiunque altro le insufficienze e le tare, forse un giorno sarà considerata, per contrasto, come una delle età dell’oro dell’umanità.» 

Da Memorie di Adriano, 1951

« I TRENTATRÉ NOMI DI DIO

1. Mare al mattino
2. Rumore dalla
sorgente nelle
rocce sulle pareti di
pietra

3. Vento di mare
a notte
su un’isola

4. Ape

5. Volo triangolare
dei cigni

6. Agnello appena nato
bell’ariete
pecora.

7. Il tenero muso
della vacca
il muso selvaggio
del toro

8. Il muso
paziente
del bue

9. La fiamma rossa
nel focolare.

10. Il cammello
zoppo
che attraversò
la grande città
affollata
andando verso la morte.

11. L’erba
L’odore dell’erba.

12. (disegno suo, come tanti asterischi, stelline)

13. La buona terra
La sabbia e
la cenere

14. L’airone che ha
atteso tutta
la notte, intirizzito,
e che trova
di che placare la sua
fame all’aurora

15. Il piccolo pesce
che agonizza nella gola dell’
airone

16. La mano
che entra in
contatto
con le cose

17. La pelle – tutta la superficie del corpo

18. Lo sguardo
e quello che guarda

19. Le nove porte
della
percezione

20. Il torso
umano

21. Il suono di una viola o di un lauto indigeno

22. Un sorso
di una bevanda
fredda
o calda

23. Il pane
24. I fiori
che spuntano
dalla terra
a primavera

25. Sonno in un letto

26. Un cieco che canta
e un bambino invalido

27. Cavallo che
corre
libero

28. La donna
– dei –
cani

29. I cammelli
che si abbeverano
con i loro piccoli
nel difficile wadi

30. Sole nascente
sopra un lago
ancora mezzo
ghiacciato

31. Il lampo
silenzioso
Il tuono
fragoroso

32. Il silenzio
fra due amici

33. La voce che viene
da est,
entra dall’orecchio
destro
e insegna un canto.»

«RAGAZZA 

Le tue mani calde, morbide scintille,

vanamente sfiorano la mia solitudine;

il tuo piacere non è per me che un compito;

il disdegno presiede ai miei favori

Il frutto banale dove diamo morsi

pende al recinto dell’abitudine;

trucco male la mia ebetudine

del fresco carminio di abbandoni.

Senza che io avverta la tua forza,

non stringe che un’assente la tua smania;

il cuore sogna distratto o s’addormenta.

Come una fanciulla i suoi denari,

sul confine del cielo, alcova d’oro,

i miei occhi pensosi contano gli astri.»

« PENSIERI SUL RETRO DI DUE CARTOLINE

Una sirena piange

Lo stacco di un battello

Sull’acqua in cui si muore.

Io soffro l’assenza

E lo spazio duro;

il dolore è un muro.

La strada è un’esca:

né treni, né navi.

I piani si capovolgono.

Pensiero, freccia sicura,

squarcia la lontananza;

colpisci con dolcezza:

(il miele delle ferite

profuma il cuore).»

NOTA

Marguerite de Crayencour è stata la prima scrittrice donna ad essere eletta membro dell’Accadémie Française, nel 1980. La sua produzione letteraria è vasta e poliedrica, accogliendo infatti poesia, drammi, saggi e romanzi. Sono sopratttutto i romanzi storici Memorie di Adriano e L’opera al nero ad averle dato grande notorietà presso il pubblico e a guadagnare il plauso della critica internazionale.

«Classica, Marguerite Yourcenar lo è per la sua immensa cultura, e per la sua perfetta conoscenza del mondo antico; classica è anche per il suo stile di estrema purezza, uno stile sobrio, trasparente, prettamente “letterario”; classica è infine per il suo gusto dell’analisi rigorosa degli esseri e delle cose. Moderna, Marguerite Yourcenar lo è per la sua tematica, per il rifiuto dei tabù della società, per la difesa incondizionata della libertà totale dello spirito.»

G.F. Bonini

(mm)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com