mercoledì , 23 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Marco Valerio Marziale (01/03/40 d.C.)

VI, 23

Imponi, Lesbia, che in eterno eretto
mi stia il cazzo, ma credi, non è un dito!
Tu lo tocchi con mano e gli fai prediche,
ma da padrona: è questo che ti nuoce.

XI, 14

A chi da schiavo ha lavorato i campi
non date, eredi, terra e sepoltura:
anche una zolla sola gli è macigno!

IX, 37

Galla, se tu sei in casa, i tuoi capelli
stanno in licenza presso il parrucchiere
alla Suburra; ed i tuoi denti, come
vesti di seta, la sera deponi;
di cento e più flaconi ben guarnita
tu giaci, ma non è il tuo volto teco;
e quelle sopracciglia che tu inarchi
son fresche di giornata; né riguardo
tu mostri per la tua fica canuta
da porre nella tomba di famiglia.
Prometti voluttà, ma il cazzo è sordo
e, anche se ha solo un occhio, ben ti vede!

«Auguro a chi non mi vuol bene
di non amar questa vita
e di viver, tra le faccende urbane,
pallido come un panno del bucato.»

Da 55, L’ideale di vita del poeta

64 • CHI SI LODA, SI SBRODA

Sei bella, Fabulla, lo sappiamo,
e giovane, e questo è pure vero,
e ricca: chi potrebbe mai negarlo?
Ma quando tu ti lodi di soverchio,
né ricca sei, né giovane, né bella.

53 • LA POSSIBILE LIBERTÀ DI MASSIMO

Ma tu vuoi esser libero?
Massimo, tu menti, non lo vuoi;
però puoi diventarlo a questi patti:
libero, Massimo, sarai
se non in casa altrui vorrai cenare,
se ti accontenti del vino veientano,
se puoi infischiartene del tutto
del vasellame cesellato in oro
di quel povero Cinna,
se della mia toga ti accontenti,
se ti unisci in amore
con una meretrice di due soldi,
se, chinandoti un pochino,
puoi entrare ed uscir dalla tua casa.
Se tu sai sopportare queste cose,
se il tuo animo ha un potere così grande,
puoi di certo vivere più libero
del re dei Parti.

Nota:
Irriverente. Questo l’aggettivo che sembra più appropriato per descrivere Marziale, grande poeta latino di origini spagnole.

« Nel suo crudo realismo, in modo spregiudicato e talvolta per bisogno di raggranellare quanto gli bastasse per vivere, Marziale disse e scrisse, quando potè, pane al pane e vino al vino, non dimenticandosi mai della massima «Primum vivere deinde philosophari». Di certo calcò spesso la mano con una crudele satira contro molti personaggi che affollavano la società del suo tempo; con il suo sguardo osservò attentamente ogni cosa ed ogni aspetto umano dal vizio capitale al più semplice gesto malizioso; con i suoi epigrammi scrutò le piccole vicende quotidiane e le rese eterne, incensò i potenti per necessità e per fame, ironizzò sulle donne con tremenda perfidia ma fu anche il poeta che si commosse alla morte della giovane Eròtion e i due epitaffi dedicati alla fanciulletta di appena sei anni «fragrante come una rosa di Pesto, dolce come il miele di Imetto» sono tra i più belli della letteratura latina.

Marziale consacrò l’epigramma, lo elevò al di sopra dei prodotti d’occasione nei quali si nascondeva, e ne deputò il trionfo: quel componimento lirico che variava per contenuto ed estensione, da due a oltre cinquanta versi, così arguto, incisivo, mordace, immediato, caratterizzò con l’epica e la satira, le tendenze culturali e spirituali dell’epoca. E lui ne fu un artefice e un maestro insuperabile. Scrisse come se le sue cose dovessero rimanere per sempre. E per sempre rimasero. »

Massimo Barile

110 • UN’ARGUTA RISPOSTA A VELOCE

Veloce, tu lamenti
ch’io componga degli epigrammi lunghi.
Li scrivi più brevi certamente
tu che non scrivi niente.

(as)

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