sabato , 25 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Marcel Proust (10/07/1871)

 

 << l’abitudine! Abile e lenta compagna che lascia soffrire il nostro spirito per settimane nel provvisorio; ma che, nonostante tutto, si è ben contenti di averla, perché senza abitudine e in balia dei propri mezzi, sarebbe impossibile seguire una logica precisa.

Queste evocazioni confusionarie non durarono che qualche secondo; spesso, la mia breve incertezza sul luogo in cui mi trovavo non distingueva le une dalle altre le diverse supposizioni che facevo. Di un cavallo in corsa, noi non notiamo che le posizioni successive e quelle successive ancora che ci mostrerebbe un cinescopio. Eppure, avevo sognato tanto l’una, quanto l’altra, tutte le camere che avevo abitato nella mia vita, e finivo per ricordarle tutte nei lunghi sogni ad occhi aperti che seguivano il mio risveglio; >>

A la recherce du temps perdu, Du coté de chez Schwann

<< I legami fra una persona e noi esistono solamente nel pensiero. La memoria, nell’affievolirsi, li allenta; e, nonostante l’illusione di cui vorremmo essere le vittime, e con la quale, per amore, per amicizia, per cortesia, per rispetto umano, per dovere, inganniamo gli altri, noi viviamo soli. L’uomo è l’essere che non può uscire da sé, che non conosce gli altri se non in se medesimo, e che, se dice il contrario, mente.>>

A la recherche du temps perdu

<< Può darsi ch’io scordi, Signora, il vostro

divino profilo d’uccello

e che strappi la mia pazzia

come se balzassi in un cerchio,

ma al soffitto del mio capo i vostri occhi,

fulgidi lumi, brilleranno>>

« A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: “Mi addormento”. E, mezz’ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po’ particolare; mi sembrava d’essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V. »

A la recherche du temps perdu, Du coté de chez Schwann

Nota:

Autore francese di fine ottocento, Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust, è ricordato fondamentalmente per la stesura del romanzo “Alla ricerca del tempo perduto”. Opera emblematica della sua stessa esistenza, sembra anticipare le teorie della psicanalisi freudiana, nella misura in cui l’autore si cimenta in una profonda descrizione del sentimento umano, in relazione ad un’accurata analisi spazio-temporale. L’uomo e il tempo, protagonisti indiscussi del romanzo, interagiscono in un rapporto mediatico tra realtà e immaginazione. Leggere Proust, paradossalmente, non passa mai moda: è il tempo che ha in mano dirige l’opera e la sua eternità si riflette nell’esistenza dell’uomo.

(mc)

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