mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Manuel Puig (28/12/1932)


«VALENTÍN Io non posso godere e non pensare al domani, perché vivo in funzione di una lotta politica, capisci? Tutto quello che io posso sopportare qui, che è abbastanza…ma che non è niente se pensi alla tortura…che tu non sai cos’è…
MOLINA Però posso immaginarmelo.
VALENTÍN No, non puoi immaginartelo… Be’, io sopporto tutto, perché c’è un piano d’azione. C’è l’importante che è la rivoluzione sociale, e il secondario che sono i piaceri dei sensi. Il piacere più grande è un altro, sapere che sono al servizio di quanto c’è di più nobile, che è…be’…tutte le mie idee…(…)
MOLINA Come, le tue idee?
VALENTÍN I miei ideali…il marxismo. E questo piacere posso sentirlo ovunque, persino in questa cella, e persino sotto tortura. E questa è la mia forza. »

«MOLINA Ma se un uomo…è mio marito, lui deve comandare, per sentirsi bene. È una cosa naturale.
VALENTÍN No, in casa l’uomo e la donna devono essere alla pari. Altrimenti è uno sfruttamento.
MOLINA Così, non c’è gusto.
VALENTÍN Come?
MOLINA Visto che vuoi saperlo…il bello è che quando un uomo ti abbraccia, tu abbia un po’ di paura di lui.
VALENTÍN Chi ti ha ficcato in testa quest’idea? È tutto sbagliato.
MOLINA Ma io lo sento così.
VALENTÍN Tu non lo senti così, ti hanno insegnato a sentirlo così. Per essere donna non è necessario…che so io…essere martire. E non fosse perché deve fare un male del boia ti chiederei di farlo a me, per dimostrarti che essere maschio non dà nessun diritto.»

Da Il bacio della donna ragno, 1984, trad. Angelo Morino

Nota:
Il sogno di Puig era quello di diventare sceneggiatore, di scrivere per il cinema e la TV. Il clima decisamente commerciale di Cinecittà però non si rivelò adatto alle sue aspettative.
Essendo le sue idee politiche di sinistra, e cogliendo i segni di una ondata di destra in America Latina, Puig si trasferisce a New York, dove realizza parte dei suoi lavori, di cui cura le traduzioni.

«Il realismo, per me, va sempre associato a metodi analitici di lavoro, come quelli cui ricorro nei miei romanzi, che siano Il tradimento di Rita Hayworth o Sangue di amor corrisposto. Nel teatro, quello che mi coinvolge di più è scrivere stilizzando. E scrivere stilizzando significa abbandonare il realismo: disegnare metafore, allegorie della realtà, più che sue fedeli rappresentazioni»
Manuel Puig

(as)

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