sabato , 25 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Madame de Staël (22/04/1766)

 

 «Trasportare da una ad altra favella le opere eccellenti dell’umano ingegno è il maggior benefizio che far si possa alle lettere; perché sono sì poche le opere perfette, e la invenzione in qualunque genere è tanto rara, che se ciascuna delle nazioni moderne volesse appagarsi delle ricchezze sue proprie, sarebbe ognor povera: e il commercio de’ pensieri è quello che ha più sicuro profitto.

«I dotti e anche i poeti, in quella età che gli studj risorsero, pensarono a scriver tutti in una medesima lingua, cioè latino, perché non volevano che ad essere intesi lor bisognasse di venire tradotti. […] Ma da ciò accadde che il più degl’Italiani ignorasse quanta dovizia di scienze abbondasse nel paese loro, perché il maggior numero di quelli che potevano leggere non sapeva latino. »

«Tra tutte le moderne lingue l’italiana è la più acconcia per imprimere tutti i sentimenti e gli affetti dell’Omero greco. Ella veramente non ha lo stesso ritmo: né l’esametro può capire nelle lingue che oggidì si parlano; poiché le sillabe lunghe e le brevi non hanno punto di quella misura che appo gli antichi le notava. Nondimeno dalle parole italiane risulta un’armonia alla quale non bisognano spondei né dattili; e la costruzione grammaticale di quella lingua è capace di una perfetta imitazione de’ concetti greci. Ne’ versi sciolti il pensiere, nulla impedito dalla rima, scorre liberamente come nella prosa, serbando tuttavia la grazia e la misura poetica. »

«Dovrebbero a mio avviso gl’Italiani tradurre diligentemente assai delle recenti poesie inglesi e tedesche; onde mostrare qualche novità a’ loro concittadini, i quali per lo più stanno contenti all’antica mitologia: né pensano che quelle favole sono da un pezzo anticate, anzi il resto d’Europa le ha già abbandonate e dimentiche. Perciò gl’intelletti della bella Italia, se amano di non giacere oziosi, rivolgano spesso l’attenzione al di là dell’Alpi, non dico per vestire le fogge straniere, ma per conoscerle […].»

«Havvi oggidì nella Letteratura italiana una classe di eruditi che vanno continuamente razzolando le antiche ceneri, per trovarvi forse qualche granello d’oro: ed un’altra di scrittori senz’altro capitale che molta fiducia nella lor lingua armoniosa, donde raccozzano suoni vôti d’ogni pensiero, esclamazioni, declamazioni, invocazioni, che stordiscono gli orecchi, e trovan sordi i cuori altrui, perché non esalarono dal cuore dello scrittore. »

Sulla maniera e utilità delle traduzioni , dalla rivista La Biblioteca italiana (1 gennaio 1816)

«Arriverà, io ci credo, un’epoca qualsiasi, in cui filosofi legislatori porranno grande attenzione all’educazione che le donne devono ricevere, alle leggi civili che le proteggeranno, ai doveri che è necessario imporre loro, alla felicità che può essere loro garantita; ma, allo stato attuale, le donne non sono considerate dalla maggioranza, né nell’ordine della natura, né nell’ordine della società. »

Brano tratto da De la littérature (1800)

Traduzione a cura di Asterischi (fg)

Nota:

Madame de Staël, al secolo Anne-Louise-Germaine Necker, baronessa di Staël-Holstein, fu intellettuale francese vissuta tra il XVIII e il XIX secolo.

La sua relazione con il filosofo Benjamin Constant e i suoi testi a favore delle culture inglese e tedesca le costarono l’allontanamento dalla Francia napoleonica. I suoi scritti, nei quali emerge la sua sete di rinnovamento dei costumi e della letteratura, invadono l’Europa, tanto che l’anno della pubblicazione del suo articolo Sulla maniera e utilità delle traduzioni è considerato quello della nascita del Romanticismo italiano.

(fg)

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