martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Madame de Sévigné (05/02/1626)

 

«Vi assicuro, mia cara, che penso a voi continuamente e sento tutti i giorni quello che mi diceste una volta, che non bisognava assolutamente affidarsi a questi pensieri. Se non facessi così, sarei sempre il lacrime. Non c’è luogo in questa casa che non mi ferisca il cuore. Tutta la vostra camera mi uccide; ho fatto mettere un paravento al centro, per rompere un po’ la vista di una finestra su queste scale dalle quali vi ho visto salire nella carrozza d’Hocqueville, e da dove vi ricordavo. Mi faccio paura quando penso quanto allora ero capace di gettarmi dalla finestra, perché sono folle a volte: questa toilette, dove vi abbracciavo senza sapere ciò che facevo; questa Cappella, dove andavo ad ascoltare la messa; queste lacrime che cadevano a terra, come se fosse l’acqua che spargo; Santa Maria, Madame de la Fayette, il mio ritorno in questa casa, il vostro appartamento, la notte e il giorno dopo; e la vostra prima lettera, e tutte le altre, e ancora tutti i giorni, tutti le conversazioni di coloro che entrano nei miei sentimenti.»

«Mi chiedete, mia cara bambina, se mi piace davvero come sempre la vita. Vi confesso che ci trovo dei dispiaceri pungenti; ma sono molto più disgustata dalla morte: mi trovo così dispiaciuta di dover finire tutto a causa sua, che se potessi tornare indietro, non chiederei di meglio. Mi trovo in un impegno imbarazzante: sono immersa nella vita senza il mio consenso; bisogna che io ne esca; questo mi confonde; e come ne uscirei? Da dove? Da quale porta? Quando? In quale disposizione? Soffrirò mille e mille dolori, che mi faranno morire disperata? Avrò un trasporto al cervello? Morirò per un incidente? Come sarò con Dio? Cos’avrò da mostrargli? Che posso sperare? Che imbarazzo! Niente è più folle di mettere la propria fine nell’incertezza; ma niente è così naturale e la sciocca vita che faccio è la cosa al mondo più facile da comprendere. Affondo in questi pensieri, e trovo la morte così terribile che odio di più la vita perché mi conduce ad essa attraverso la sofferenza.»

Lettere a Françoise-Marguerite

Traduzione a cura di Asterischi (mc)

Nota:

Marie de Rabutin-Chantal, marchesa di Sévigné, è stata una figura importante nel panorama della letteratura di fine XVII secolo. Vedova a soli 25 anni, si occuperà personalmente dell’educazione dei figli, con i quali instaura un legame indissolubile. Donna colta e assidua frequentatrice dei salotti parigini, scrisse moltissime lettere, sia per la figlia, in seguito alla loro separazione, sia per discutere con gli amici intellettuali degli avvenimenti storico-politici della Francia monarchica. Madame de Sévigné viene ricordata, oltre che per la sua produzione, anche per la personalità vivace, allegra e ottimista, nonostante la scomparsa delle persone più care.

(mc)

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