martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Luis de Góngora y Argote (11/07/1561)

 

 

 

«Urne plebee, tumuli reali,
penetrate senza timor, memorie mie,
laddove già il carnefice dei giorni
con ugual piè mosse ineguali passi.
Mescolate voi ogni mortal vestigio:
ignude ossa e fredde ceneri,
malgrado le vane se non pie
preservazioni di balsami orientali.
Scendete poi l’abisso alle cui volte
alme blasfeme gridano, e in crudo carcere
risuonano ferraglie e pianto eterno,
se vi preme, memorie mie, almeno
liberarvi da morte con la morte
e vincere l’inferno con l’inferno.»

Alla memoria della morte e dell’inferno

 

 

«Questa in forma elegante, o pellegrino,
di porfido lucente dura chiave,
il mondo priva del pennello più soave
che dié spirito al legno, vita al lino.
Il suo nome, di maggior fiato degno,
che nelle trombe della Fama suona,
la fronte illustra a questo marmo grave;
veneralo e prosegui il tuo cammino.
Giace il Greco. Ereditò Natura
l’arte, l’Arte studio, Iride i colori,
Febo le luci se non l’ombre Morfeo.
Tanta urna, inutilmente dura,
lacrime beva e quanti trasuda odori
funebre scorza d’albero sabeo.»

Iscrizione per il sepolcro di Domenico Greco

 

 

«O eccelso muro, o torri coronate
d’onor, di maestà, di gagliardia!
O gran fiume, gran re d’Andalusia
di nobili se non dorate arene!
O fertil piano, alte montagne
che privilegia il ciel e indora il giorno!
O sempre gloriosa patria mia
per le tue penne e ancor per le tue spade!
Se tra le ruinate e illustri spoglie
che arricchisce il Genil e il Dauro bagna
tua memoria non fu alimento mio,
più non meritino i miei esuli occhi
rivedere il tuo muro, le tue torri, il fiume,
il piano e il monte, o patria, o fior di Spagna!»

A Cordova.

«O bella Galatea, più soave
dei garofani che falciò l’Aurora,
più bianca delle piume dell’uccello
che dimora nell’acqua e dolce muore,
uguale in pompa all’altro che solenne
il manto azzurro di tant’occhi indora
quanti il celestial zàffiro stelle,
o tu che in due includi le più belle!»

Dalla Favola di Polifemo e Galatea

Traduzioni di Piero Chiara

Nota:

«Ricordiamo questi grandi spagnoli innamorati della « perfezione», dell’opera accuratamente elaborata, per correggere il luogo comune sui doni di natura, sì, però interamente spontanei e traboccanti dell’indole spagnola. Valeva la pena che qualcuno giocasse la propria vita su questa carta. Nessuno l’ha giocata con maggior fortuna di Góngora, esito meraviglioso. Ed è la meraviglia che ci presenta in termini esatti e ispirati la versione di Piero Chiara, al vero servizio di Góngora.»

Jorge Guillén

Forse il barocchismo gongorino risulta oggi un po’ troppo stucchevole agli occhi e alle orecchie dei lettori, ma non bisogna dimenticare l’influenza che la poesia di Góngora è stata essenziale per la formazione della Generazione del ’27, di cui fecero parte, tra gli altri, García Lorca e Alexaindre, e che fu fondamentale nel rinnovamento della poesia spagnola e internazionale.

(lm)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com