martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Luis Cernuda (21/09/1902)

«Sono stanco delle case,
prontamente in rovina senza un atto;
sono stanco delle cose,
con un battito di seta voltate poi di spalle.

Sono stanco di essere vivo,
anche se più stanco sarei di essere morto;
sono stanco di essere stanco
tra piume leggere sagacemente,
piume di quel pappagallo così familiare o triste,
quel pappagallo della stanchezza.»

Da Sono stanco

 

«Come la sabbia, terra,
come la stessa sabbia,
la carezza è una bugia, l’amore è una bugia, l’amicizia è una bugia.
Tu sola resti con il desiderio,
con questo desiderio che sembra essere mio e non è nemmeno mio,
ma il desiderio di tutti,
malvagi, innocenti,
innamorati o canaglie.

Terra, terra e desiderio.
Una forma perduta.»

Da I fantasmi del desiderio

 

«Non dicevo parole

Non dicevo parola,
avvicinavo solo un corpo interrogante,
perché ignoravo che il desiderio è una domanda
la cui risposta non esiste,
una foglia il cui ramo non esiste,
un mondo il cui cielo non esiste.

L’angoscia si fa spazio tra le ossa,
risale per le vene
fino ad aprirsi sulla pelle,
schizzi di sogni
fatti carne in una domanda volta alle nuvole.

Uno sfiorarsi di passaggio,
uno sguardo fugace tra le ombre,
bastano perché il corpo si apra in due,
avido di ricevere in se stesso
un altro corpo che sogni;
metà e metà, sogno e sogno, carne e carne,
uguali per forma, uguali per amore, uguali per desiderio.
Anche se fosse solo una speranza
perché il desiderio è una domanda a cui nessuno sa rispondere.»

 

«Terra indolente. Invano
il destino risplende.
Presso le acque tranquille
sogno e penso di vivere.

Ma il tempo già riduce
il potere dell’ora;
piena la sua misura
dilegua tra le rose.

E fresca l’aria torna
con la notte vicina
e limpida dimentica
quei rami, quelle acque.»

Da Nascosto dentro i muri

 

Nota:
Uno dei poeti del 27, Luis Cernuda si caratterizza per il suo senso di ribellione verso l’ordine stabilito. La sua aperta omosessualità, la sua critica verso la chiusa mentalità spagnola del dopoguerra e il suo spirito di ricerca, lo portano a un continuo conflitto con se stesso e dentro la poesia. Il suo distacco dal fascismo e da Franco lo obbliga a lasciare il suo paradiso perduto, Siviglia, che non rivedrà più fino alla morte. Ma i suoi versi, per fortuna, continuano ad abitarci.

(as)

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