giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Luigi Pirandello (28/06/1867)

«Quale autore potrà mai dire come e perché un personaggio gli sia nato nella fantasia? Il mistero della creazione artistica è il mistero stesso della nascita naturale. Può una donna, amando, desiderare di diventar madre; ma il desiderio da solo, per intenso che sia, non può bastare. Un bel giorno ella si troverà a esser madre, senza un preciso avvertimento di quando sia stato. Così un artista, vivendo, accoglie in sé tanti germi della vita, e non può mai dire come e perché, a un certo momento, uno di questi germi vitali gli si inserisca nella fantasia per divenire anch’esso una creatura viva in un piano di vita superiore alla volubile esistenza quotidiana».

Da prefazione a Sei personaggi in cerca d’autore

«Oh perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l’uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d’arricchire l’umanità (e la impoverisce, perché costano tanto care), che gioja in fondo proviamo noi, anche ammirandole?» [...] Eppure la scienza, pensavo; ha l’illusione di render anche più facile e più comoda L’esistenza! Ma, ammettendo che la renda veramente più facile, con tutte le sue macchine così difficili e complicate, domando, io: «E qual peggior servizio a chi sia condannato a una briga vana, che rendergliela facile e quasi meccanica?».

Da Il Fu Mattia Pascal

«Perché la vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza a cui l’arte crede suo dovere obbedire. Le assurdità della vita non hanno bisogno di parere verosimili, perché sono vere. All’opposto di quelle dell’arte, che per parere vere, hanno bisogno di essere verosimili. E allora, verosimili, non sono più assurdità. Un caso della vita può essere assurdo; un’opera d’arte, se è opera d’arte, no. Ne segue che tracciare d’assurdità e di inverosimiglianza, in nome della vita, un’opera d’arte, è balordaggine. In nome dell’arte, sì; in nome della vita, no.»

Da Postfazione a Il fu Mattia Pascal

«A quanti uomini, presi nel gorgo d’una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c’é sopra il soffitto il cielo, e che nel cielo ci sono le stelle. Anche se l’esserci delle stelle non ispirasse a loro un conforto religioso, contemplandole, s’inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento»

Da Quaderni di Serafino Gubbio Operatore

Nota:
L’uomo che può vantare un asteroide col suo nome, dedicatogli nel 1994, non merita di essere compresso nell’angusta liturgia del reale. Pirandello si muove con la grazia di un profeta tra l’arte e  la storia. Persino quando volontariamente volle accodarsi al fascismo imperante, forse per una sorta di legame patriottico che immaginava fosse sostanza del movimento, fu sempre personaggio non gradito per quella sua letteratura complessa e arzigogolata così lontana dalla demagogica semplicità del regime. L’atto più estremo, politicamente parlando, fu lo strappo della tessera del partito, ma il più profondo fu senza dubbio quello postumo di non volere funerali di stato e di essere cremato. Per un regime profondamente logorroico di forme e riti fu uno  schiaffo selvaggio dato con l’ardore e la finezza di uno delizioso spadaccino.

(rrb, as)

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