venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Luigi Pintor (18/09/1925)

« Quid est veritas? Questa domanda latina rivolta dal governatore della giudea all’uomo di nazaret trova risposta nell’anagramma est vir qui adest. Ma l’anagramma è un gioco e comunque il latino non si usa più. Vuol dire che la verità è chi ti sta di fronte? È nel tuo specchio? Ma nessuno conosce l’essenza degli specchi e nessuno penetra il loro segreto tranne alice nel paese delle meraviglie».

I luoghi del delitto

« Avere ridotto le rivoluzioni del ventesimo secolo a un cumulo di orrori è un’operazione manichea in senso stretto. Se quello è male tutto il resto è bene e il mondo può sentirsi nel suo complesso innocente. Un cocomero per metà marcio e per metà sano da offrire in tavola spaccato in due. Nessuno sospetta che l’implosione di quelle rivoluzioni non ha significato la sconfitta di una parte e la salvezza di un’altra ma un’occasione perduta per tutti e un sintomo infausto per tutto il cocomero».

Il nespolo

« Questo paese ha avuto per un quarto di secolo un regime fascista e per mezzo secolo un regime democristiano, anche se con forti minoranze democratiche. I sedimenti del secondo prevalgono tuttora su quelli del primo, ma oggi andiamo verso un sistema inedito che li assomma e li mischia, e che meriterebbe di essere studiato antropologicamente. Servirebbe Gramsci, più di Marx».

Politicamente scorretto

Nota:

«Perché Luigi sapeva scrivere in venti righe quello che noi scrivevamo in duecento, e noi continueremo a cercare il segreto e l’energia luminosa di quella scrittura, senza raggiungerla mai, ma pieni di forza, perché l’abbiamo vista brillare».

Stefano Benni

Da sette anni il mondo intellettuale italiano tout court lamenta l’assenza della riflessione “altra” di Luigi Pintor. Durante la Resistenza, in cui patirà la morte del fratello Giaime, subirà le sevizie della tristemente celebre “banda Koch”. Personalità illuminata e indipendente fonderà, con altri dissidenti del Partito Comunista Italiano, il quotidiano Il manifesto dopo la scissione interna al partito i seguito ai fatti di Praga, momento in cui prenderà nettamente le distanze dalla politica estera dell’Unione Sovietica. Uomo simbolo di un comunismo sognato e sostenibile, oggi placidamente accantonato come molti dei suoi insegnamenti.

(rrb)

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