martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Louisa May Alcott (29/11/1832)

 

«Le mie più alte aspirazioni si trovano lontano, li dov’è la luce del sole. Forse non posso raggiungerle, ma posso alzare lo sguardo e guardare la loro bellezza, credere in loro, e provare a seguirle laddove mi conducono.»

«Mi arrabbio quasi ogni giorno della mia vita, ma ho imparato a non mostrarlo; e provo ancora a sperare di non arrabbiarmi più, anche se ci vorrebbero altri quarant’anni per riuscirci.»

«Ora ci si aspetta da noi di essere sagge tanto quanto gli uomini che hanno ricevuto per generazioni tutto l’aiuto possibile, mentre noi quasi niente.»

Traduzione a cura di asterischi.it (cv)

«Natale non sarà Natale senza regali, borbottò Jo, stesa sul tappeto.
“Che cosa tremenda esser poveri!”, sospirò Meg, lanciando un’occhiata al suo vecchio vestito.
“Non è giusto, secondo me, che certe ragazze abbiano un sacco di belle cose e altre nulla”, aggiunse la piccola Amy, tirando su col naso con aria offesa.
“Abbiamo papà e mamma, e abbiamo noi stesse”, disse Beth, col tono di chi s’accontenta, dal suo cantuccio.
I quattro giovani visi, illuminati dalla vampa del caminetto, s’accesero alle consolanti parole, ma tornarono a oscurarsi quando Jo aggiunse tristemente: “Papà non l’abbiamo e non l’avremo per un bel pezzo”. Non disse “forse mai più”, ma ognuna, in cuor suo, lo pensò, andando con la mente al padre lontano sui campi di battaglia.»

Piccole donne, traduzione di Gianni Pilone Colombo

 

Note:

Louisa May Alcott, è legata da sempre unicamente a quell’indimenticabile libro per bambini, consigliato tra le prime letture da ogni maestra di scuola elementare: Piccole donne. Nessuno certo si aspetterebbe che la sua autrice è stata educata da personaggi del calibro di Henry David Thoreau, Ralph Waldo Emerson, Theodore Parker, William Lloyd Garrison, Orestes Brownson e Margaret Fuller. Tutti amici di famiglia, tutti assidui frequentatori di casa Alcott. Una famiglia aperta e ricca di ideali ispirati alla comunione e alla libertà culminati in un esperimento, Fruitlands, una comunità autogestita che tuttavia ha avuto vita breve. Louisa era una ragazza piena di iniziative e voglia di lavorare, pronta a versare tutti i suoi risparmi per colmare i diversi debiti che per anni hanno dilaniato la sua famiglia. Estremamente versatile si è cimentata nei lavori di ogni sorta. Anche la scrittura nata come passione e cresciuta con lei sin dall’infanzia ha finito per essere strumento a cui aggrapparsi in caso di necessità. Una donna sui generis per la sua epoca, dunque: determinata, autosufficiente, attivista politica( abolizionista e femminista) e ricolma d’amore per la sua famiglia, in primis per i suoi genitori, fonte continua d’ispirazione nella vita come nella letteratura.

(cv)


 

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