sabato , 25 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Lord Byron (22/01/1788)

«[…] Titano! Ti fu data battaglia
tra la sofferenza e la volontà
che torturano quando non possono uccidere;
e il Cielo inesorabile
e la sorda tirannia del Fato,
il dominante principio dell’Odio,
che per il suo piacere crea
le cose che può annientare,
ti rifiutarono anche il favore di morire:
il dono miserabile dell’eternità
fu tuo – e tu l’hai ben sopportato. […]

Il tuo delitto divino fu l’essere gentile,
di rendere con i tuoi precetti la somma
dell’umana infelicità minore,
e di rafforzare la mente dell’Uomo;
ma pure impedito come tu fosti dall’alto,
nella tua energia paziente,
nella resistenza, e rifiuto
del tuo Spirito impenetrabile,
che Terra e Cielo non poterono sconvolgere,
ereditiamo una lezione imponente:
sei un simbolo e un segno
ai Mortali del loro fato e forza;
come te, l’Uomo è in parte divino,
una corrente intorbidita
sgorgante da una fonte pura;
e l’Uomo parzialmente può prevedere
il proprio destino lugubre;
la propria miseria e resistenza,
e la propria triste esistenza senza alleati:
a cui il suo Spirito può opporsi,
all’altezza di tutti i dolori,
e una volontà ferma, e un profondo sentire
che persino nella tortura sa scorgere
la propria segreta ricompensa;
trionfando là dove osa gettare la sfida,
e della Morte facendo una Vittoria.»

da Prometheus, 1816. Traduzione di Tommaso Kemeny

«Da giovane mi credevo un ragazzo intelligente,

e volevo che gli altri avessero la stessa opinione;

la abbracciarono quando i miei giorni divennero maturi,

allora altre menti riconobbero la mia maestria.

Ora la mia fantasia avvizzita “cade tra le gialle

Foglie”, e l’Immaginazione piega l’ala,

e la triste verità che si libra sul mio tavolo

trasforma in burlesco ciò che un tempo fu romantico. 

E se rido di ogni cosa mortale

è perché non posso versar lacrime; e se piango

è perché la nostra natura non sempre può

raggiungere l’apatia.»

da Don Juan, 1818, Canto IV. Citazione tradotta da MM

«Ma sia legato o no con l’argomento,

scriver quel che mi vien, questo è il mio stile:

non narro per narrare: è mio talento

in tela ordir fantastica sottile,

e in maniera comun, comuni cose,

come il capriccio in mente me le pose»

da Don Juan, 1818, Canto XIV. Traduzione di Vittorio Betteloni

«Ricordo l’effetto che ebbe su di me la recensione dei miei primi versi sull’Edinburgh Review: c’era rabbia, ostilità e insoddisfazione – ma non sconforto né disperazione. Ammetto che non sono sensazioni piacevoli; ma, in questo mondo di confusione e tumulto, e specialmente nella carriera di scrittore, un uomo deve far affidamento sulla propria capacità di resistenza prima di scendere nell’arena.»

da una lettera a Percy Bisshe Shelley; Ravenna, 26 Aprile 1821. Citazione tradotta da MM

«96 – Una risurrezione materiale appare strana, addirittura assurda, tranne che abbia come scopo la punizione; e ogni punizione, che consiste in una vendetta piuttosto che in una correzione, deve essere considerata moralmente sbagliata. E, quando il Mondo è giunto alla fine, quale fine morale o di ammonimento possono avere i tormenti eterni? Le passioni umane contravvengono probabilmente alla dottrina divina, ma l’intero disegno è imperscrutabile. È inutile per me parlare alla fede piuttosto che alla ragione. Puoi ben dire ad uomo di dormire e non svegliarsi, per poi tormentarlo con supplizi; non posso evitare di pensare che la minaccia dell’Inferno produce tanti demoni quanti farabutti produce il severo codice penale della disumana umanità. L’uomo è nato passionale nel corpo, con un’innata sebbene segreta tendenza ad amare Dio come principale ragione di vita dello Spirito. Ma Dio aiuta tutti noi! Egli è attualmente un triste vasetto di atomi. »

dal Diario di Gorge Byron, Pensieri sparsi

Nota

«-personaggio eccezionale! Vorrei tanto prendermi una sbronza con lui. »

                        Walter Scott

George Gordon Noel, sesto barone di Byron, visse una vita avventurosa fatta di scandali ed eccessi. Sentendosi oppresso dalla mentalità inglese, che egli giudicava ristretta e infarcita di moralismo ipocrita, si decise nel 1816 ad un “esilio volontario” che lo portò a viaggiare in tutta l’Europa. Fu proprio all’estero che scrisse i suoi versi migliori, i quali, sebbene considerati osceni e immorali in patria, ricevettero il plauso di molti intellettuali illustri, tra cui Shelley e Goethe.

Le sue opere meglio riuscite celebrano il valore dell’individualismo, della libertà e dell’importanza della ribellione contro ogni forma di oppressione morale e sociale; caratteristiche, queste, che trovano la loro esemplificazione nella figura dell’eroe titanico, passato alla ribalta della critica letteraria proprio con l’appellativo di “Byronic hero”.

Nel 1823 Byron decise di impegnarsi attivamente per dare concreta realizzazione alla sua difesa della libertà prendendo parte alla guerra per l’indipendenza della Grecia, durante la quale fu ferito a morte all’età di trentasei anni.

(mm)

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2 commenti

  1. post incantevole

  2. Grazie mille!

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