martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Karl Jaspers (23/02/1883)

«Insensibile, né benevolo, né spietato, sottomesso a leggi rigorose o affidato al caso, il mondo non sa di sé. Non lo si può capire perché si presenta impersonalmente, se lo si riesce a chiarire in qualche particolare, resta comunque incomprensibile nella sua totalità. Ciò non toglie che io conosca il mondo anche in un altro modo. Un modo che me lo rende affine e che mi consente di sentirmi, in esso, a casa mia, al sicuro. Le sue leggi sono quelle della ragione, per cui, sistemandomi in esso, mi sento tranquillo, costruisco i miei strumenti e li conosco. Mi è familiare nelle piccole cose e in quelle che mi sono presenti, mentre mi affascina nella sua grandezza; la sua vicinanza mi disarma, la sua lontananza mi attira. Non segue i sentieri che attendo, ma anche quando mi sorprende con insospettate realizzazioni o inconcepibili fallimenti, alla fine conservo, anche nel naufragio, un’indefettibile fiducia in esso.»

(Filosofia, libro II, cap.1)

«Lo spirito creativo dell’artista, pur condizionato dall’evolversi di una malattia, è al di là dell’opposizione tra normale e anormale e può essere metaforicamente rappresentato come la perla che nasce dalla malattia della conchiglia: come non si pensa alla malattia della conchiglia ammirandone la perla, così di fronte alla forza vitale dell’opera non pensiamo alla schizofrenia che forse era la condizione della sua nascita.»

(da Genio e follia. Strindbergh, Van Gogh, Swedenborg, Hölderlin)

Nota:

Karl Theodor  Jaspers è stato un filosofo e psichiatra tedesco. Studioso di grande livello internazionale, impegnato nei più disparati campi del sapere, ha legato le sue vicende biografiche all’ascesa e declino del nazionalsocialismo. Da sempre fermo oppositore del nazismo, troncò l’amicizia con Martin Heidegger proprio dopo l’adesione di quest’ultimo al nazionalsocialismo, espatriò dalla sua amata Germania solo dopo la fine del conflitto, quasi ad attestare il rifiuto nel merito e nel metodo delle modalità di ricostruzione del proprio paese.

«Il pensiero di Jaspers è anzitutto reazione allo scientismo: la conoscenza scientifica delle cose non è conoscenza dell’essere e non è in grado di offrire nessuna direzione alla vita. Se la filosofia non è scienza in modo radicale, essa è allora inizialmente pura problematicità singolare e soggettiva. Filosofare è cercare la partecipazione del singolo esserci (Dasein) all’essere (Sein). Tale rapporto è la possibilità dell’esistenza, per cui l’essere che è trascendenza assoluta rispetto alla singola situazione rappresenta nella sua integrità il mio essere. Tale è la dialettica della filosofia dell’esistenza secondo Jaspers, tesa verso una possibilità che è allo stesso tempo, in quanto resta trascendenza, orizzonte irraggiungibile. La comunicazione non è quindi possibile come presentazione di un sapere oggettivo e astratto, ma solo come apertura personale all’altro che riconosce nel limite il contrassegno della situazione concreta dell’esistenza. La verità è inoggettivabile: è l’essere che comprende soggettività e oggettività. Per un verso è onnicomprensività, per l’altro è totale trascendenza rispetto alla situazione concreta. L’essere è totalità infinita, non quindi somma totale degli aspetti finiti. Per cui ogni chiusura, ogni involucro, ogni pretesa sintesi deve essere sorpassata in un’inesauribile possibilità. L’immagine totale del mondo non è il mondo stesso, ma un punto di vista singolare nel mondo. Il mondo resta sempre come orizzonte trascendente. Nell’uomo è essenziale e costitutiva la presenza dell’alterità, l’esperienza della trascendenza, e questa non è accertata dalla filosofia sulla base della Rivelazione, ma sulla base della sua relazione con l’esistenza stessa.»

www.riflessioni.it

(rrb)

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