mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Karel Capek (09/01/1890)

«Invece, sto come un uomo nudo in un cespuglio spinoso: con le mie mani nude, non coperte da nessuna dottrina, percepisco il mio senso di impotenza quando cerco di aiutare il mondo e spesso non so come proteggere la mia coscienza: se il mio cuore è dalla parte dei poveri, perché diavolo io non sono un comunista?
Perché io sto dalla parte dei poveri.»

Perché non sono comunista, (traduzione dall’inglese a cura della redazione di Asterischi)

«I Robot si muovono e parlano a scatti meccanici e rigidi e hanno facce inespressive, occhi fissi e allucinati, ma indossano abiti normali.

SCENA PRIMA
Direzione della fabbrica ROSSUM’S UNIVERSAL ROBOTS. La grandiosa fabbrica di Robot fondata dal “Vecchio Rossum” – chiamata in questo modo per distinguerlo dal nipote, il “Giovane Rossum” – si trova su una lontana isola. L’ingresso della direzione è sullo sfondo, a destra. Tutte le finestre si affacciano su una interminabile fila di edifici aziendali. Il direttore, Harry Domino, è seduto su una poltrona girevole e ha davanti a sé una grande scrivania con sopra una lampada elettrica, un telefono, un fermacarte, un contenitore per la corrispondenza e vari altri articoli di cancelleria. Sulla parete di sinistra grandi carte indicano linee marittime e ferroviarie. C’è anche un grande calendario e un orologio che segna qualche minuto prima delle dodici. Sulla parete di destra sono affissi manifesti con scritte tipo:

“LAVORO A BUON MERCATO? ROSSUM’S ROBOT”
“ROBOT PER ZONE TROPICALI A 150 DOLLARI L’UNO”
“TUTTI DOVREBBERO POSSEDERE UN ROBOT PERSONALE”
“PER CONTENERE IL COSTO DEL LAVORO, ORDINATE I ROSSUM’S ROBOT”

E poi ancora mappe, norme per il trasporto via mare, ecc. In un angolo una telescrivente riporta le quotazioni in Borsa. Sul pavimento uno splendido tappeto turco che crea un forte contrasto con quanto appeso alle pareti. Sulla destra ci sono poi un tavolo rotondo, un divano, una poltrona in pelle e uno scaffale con bottiglie di vino e liquori al posto dei libri. A sinistra la cassa. Accanto alla scrivania di Domino, Silla un robot femmina, sta battendo a macchina della corrispondenza.»

Incipit di R.U.R. (Rossums Universal Robots)

«Pronto, uomini! Pronto, uomini! Pesante che ci lasceremo affamare? Piantatela con queste stupidaggini! Tutto questo si rivolgerà contro di voi! Nel nome di tutte le salamandre del mondo, chiamo Gran Bretagna. A partire da ora proclamiamo il blocco assoluto delle isole britanniche, eccetto lo Stato libero d’Irlanda. Dichiaro chiuso il canale della Manica. Chiuso anche il canale di Suez. Chiuso per tutte le navi lo stretto di Gibilterra. Tutti i porti inglesi sono chiusi. Tutte le navi britanniche, in qualsiasi mare, verranno silurate».

 La guerra delle salamandre

 

Nota:

Karel Capek è stato un giornalista e scrittore boemo. È universalmente conosciuto per il capolavoro R.U.R., dove i critici sostengono che venne utilizzato per la prima volta in letteratura il termine ceco Robot (dal ceco robota, “lavoro duro, lavoro forzato”), anche se in realtà la questione dell’attribuzione della paternità del termine resta ancora aperta. In realtà il Robot di ?apek, ben lungi dal costituire la definizione di macchina meccanica cara a tanta fantascienza, è molto più vicino all’accezione che ne darà anni dopo Philip Dick quando parlerà di “androidi” nel senso di essere umani spogliati dalla loro essenza e proiettati verso un avvenire da zombie romeriani. Lo stesso tema di una società che schiavizza il lavoro al punto da ridurre l’essere umano ad uno stato di servilismo è metaforicamente ripreso, anche se con sfumature decisamente più politiche, in La guerra delle salamandre. A quasi un secolo di distanza questo straordinario autore costituisce ancora un importante monito sulle componenti impazzite, autocratiche e fintamente socialiste che si impongono nel nostro mondo.

(rrb)

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