mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno José Martí (28/01/1853)

«Ogni cubano che cade, cade sul nostro cuore. La nostra terra è quello che ci manca. Con lei, che fame e che sete? Con il gusto di farla bella e migliore, che pena che non si attenui e curi? Soccombiamo, perché non l’abbiamo. Quello che ci spaventa è che non l’abbiamo. Se l’avessimo, ci spaventeremmo così? Chi, in terra propria, si sveglierebbe con questa tristezza, con questa paura, con l’angoscia del questuante con cui ci svegliamo qui? Alla radice va il vero uomo. Radicale non è che questo: colui che va alle radici. Non si chiami radicale chi non veda le cose fino in fondo. Né uomo, chi non aiuti la sicurezza e la felicità degli altri uomini.»

Da Patria, Nueva York, 26 de agosto de 1893, Obras completas. Volumen II. La Habana: Editorial Nacional de Cuba, 1963. 377-80; traduzione di Asterischi (as)

«Quando ti feriscono, canta! Quando non ti riconoscono, canta! Canta quando ti chiamano errante e vagabondo, perché questo vagare non è pigrizia, ma sdegno. Canta sempre, e quando muori, per continuare probabilmente a cantare lontano da qui, lascia la tua lira a tuo figlio, e di’ come Socrate ai suoi discepoli nella tragedia di Giacometti: Suona, l’anima canta!»

Da lettera a José Joaquín Palma (Guatemala, 1878); traduzione di Asterischi (as)

«Io vengo da tutte le parti,
e dappertutto vado:
Arte sono tra le arti,
nei monti, sono monte.

Io so i nomi strani
delle erbe e dei fiori,
e dei mortali inganni,
e dei sublimi dolori.

Io ho visto nella notte oscura
piovere sulla mia testa
i raggi del fuoco puro
della divina bellezza

(…)

Io ho visto l’aquila ferita
volare nell’azzurro sereno,
e morire nella sua tana
la vipera del veleno.

Io so bene che quando il mondo
cede, livido, alla stanchezza,
sul silenzio profondo
mormora il mansueto ruscello.

(…)

Tutto è bello e costante
tutto è musica e ragione,
e tutto, come il diamante
prima di luce, è carbone.

Io so che lo sciocco si seppellisce
con gran lusso e con grande pianto,
e che non esiste frutta nella terra
come quella del camposanto.

Taccio, e capisco, e mi tolgo
la pompa del rimatore:
Appendo a un albero marcito
la mia mozzetta da dottore.»

Da Versos Sencillos-1891; traduzione di Asterischi (as)

http://jose-marti.org/jose_marti/introduccion/introduccion.htm

Nota:
José Julián Martí Pérez  è considerato come uno dei più grandi scrittori del mondo ispanico. La sua importanza, tuttavia, deriva dall’universalità  del suo pensiero senza tempo. Martì dedicò la sua vita a porre fine al regime coloniale in Cuba e a prevenire l’isola di cadere sotto il controllo di qualsiasi paese le cui ideologie politiche fossero contrarie ai principi da lui sostenuti. Con quegli obiettivi e con la convinzione che la libertà dei Caraibi era cruciale per la sicurezza dell’America Latina e al bilanciamento di forze nel mondo, Martì dedicò il suo talento a forgiare il destino di Cuba. Quindi, lo scopo del suo lavoro: Martì fu un rivoluzionario, una guida e un mentore. La sua vasta esperienza ed educazione gli permessi di muoversi confortevolmente nei campi più svariati cosa che rende i suoi insegnamenti così ricchi ai suoi discepoli.
Martì credeva che la libertà e la giustizia dovrebbero essere le pietre angolari di tutti i governi, la lettura del suo lavoro dimostra il suo impegno e la sua libera scelta. Martì mai accettò la riduzione della naturale espansività dello spirito umano avendo creduto davvero che la redenzione dell’uomo venisse attraverso l’amore e la libera ragione. Di conseguenza, le sue dottrine furono e dovettero essere in disaccordo con il dogma totalitario che esisteva in Cuba fino la sua sfortunata morte.

http://www.siporcuba.it/martispeciale.htm

(as)

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