martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno José de Espronceda (25/03/1808)

 

«Mio è il mondo: come l’aria libero,
altri lavorano perché mangi io;
tutti si commuovono se affranto chiedo
un’elemosina per amor di Dio.
[...]

«Tutti sono miei benefattori,
e per tutti
prego Dio con fervore;
da villani e da signori
ricevo favori
senza stima e senza amore.

E non chiedo chi siano,
né mi obbligo
ad apprezzare;
solo le mie preghiere,
se le gradiscono;
dare l’elemosina
è un dovere.

Ed è un peccato
la ricchezza:
la povertà
santità:
Dio a volte
è mendicante,
all’avaro
da castigo,
perché gli nega
carità.

«Io sono povero e si dispiacciono
tutti al vedermi piangere,
senza vedere sono mie le loro ricchezze tutte,
che miniera inesauribile è il domandare.
Mio è il mondo: come l’aria libero…»

Da Il mendicante, José de Espronceda, traduzione a cura di Asterischi (fg)

«Senti? È il cannone. Il mio petto trepidante
il cantico di guerra intonerà
e all’eco roco del cannone che vince,
la lira del poeta suonerà.
Il popolo vede che l’orgogliosa fronte
alza già la polvere in cui giaceva,
arrogante di valore, onnipotente,
terrore dell’insolente tirannia.

Rumori di voci sento,
e nell’aria vedo abbagliare spade,
e spiegare bandiere;
e riecheggiano al suono le rocce
ripide dei Pirenei
e tremano i muri
della opulenta Cadice, e il desiderio
cresce nei petti di vincere combattendo,
brilla nei volti il guerriero contento
e ovunque generoso accento
si alza di Patria e Libertà tuonando.»

Da Guerra, José de Espronceda, traduzione a cura di Asterischi (fg)

«Fermati e ascolta oh sole! Io ti saluto
ed estatico, a te oso parlare:
ardente come te, la mia fantasia
rapita dall’ansia di ammirarti,
a te le sue ali guida.

Magari il mio accento possente,
risuonando sublime,
del tuono spaventoso
la timorosa voce superando,
oh sole, arrivasse a te
e nel mezzo del tuo corso si fermasse!

Ah! Se la fiamma che la mia mente illumina
desse anche il suo ardore ai miei sensi
al raggio vittorioso che li acceca,
gli anelanti occhi alzerei
e nel tuo fulgido aspetto audaci
guardando senza fine, li fisserei.»

Da Il Sole. Inno, José de Espronceda, traduzione a cura di Asterischi (fg)

Nota:

Poeta e scrittore del Romanticismo spagnolo, José de Espronceda (per intero José Ignacio Javier Oriol Encarnación de Espronceda y Delgado) interpreta in pieno lo spirito sensibile e allo stesso tempo rivoluzionario del periodo. I suoi componimenti sono pieni di sentimento, idee liberali, spirito patriottico ed eterna lotta tra bene e male.

(fg)

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