martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno John F. Nash Jr. (13/06/1928)

«Le donne secondo me sono biologicamente più adatte alla matematica. Lo studio e l’applicazione della matematica non richiedono alcuna forza fisica. Un uomo e una donna non possono sfidarsi sul campo da tennis ma possono farlo su uno studio di numeri, dove l’unica forza necessaria è mentale.»

Da un’intervista sul Corriere della Sera

«[Sulla religione]…ho cambiato varie volte idea, quand’ero mentalmente disturbato. Si rischia di uscire di testa pensando troppo alla religione, soprattutto se si fa scienza e si cerca di tenere fede e ragione in compartimenti separati. Un’osservazione elementare, però, è che le varie religioni sono logicamente incompatibili fra loro: non possono dunque essere tutte vere».
«Quando sono andato da lui [Einstein- ndr], un suo assistente – John Kemeny – gli stette sempre vicino e in silenzio, come una guardia del corpo. Probabilmente, Einstein incontrava un sacco di matti e aveva bisogno di un minimo di protezione… lo spostamento verso il rosso delle righe spettrali delle galassie lontane, di solito, si interpreta come un effetto dell’espansione dell’universo. A me era venuta l’idea che si potesse invece interpretare come una perdita di energia gravitazionale della luce, più o meno come una barca che si muove nell’acqua perde energia producendo onde.
La cosa non gli piacque troppo, e mi disse: ‘giovanotto, credo che le farebbe bene studiare un po’ di più’. Non so se la mia fosse una buona idea, ma certamente in seguito anche altri l’hanno avuta e ci hanno scritto su».

«… c’è una mistica dei numeri, dalla quale a volte mi sono lasciato anch’io trascinare. Un musulmano mi ha mandato un libro in cui si cerca di mostrare che nel Corano c’è una struttura numerica nascosta, basata sul numero primo 19. Poi c’è il codice della Bibbia, che permette di ritrovare riferimenti a cose già accadute, benché mai profezie di cose che devono ancora accadere: non sarebbe male, trovare una vera profezia! ».

«…era l’anno 1962. Avevo 34 anni. Successe qualcosa che mi portò lontano dalla matematica: incominciai a soffrire. Mi hanno diagnosticato un tipo di schizofrenia molto raro”.
“Durante la mia malattia anch’io sentivo delle voci, come quelle che si sentono nei sogni. Agli inizi avevo solo idee allucinatorie, ma dopo due o tre anni sono arrivate queste voci, che reagivano criticamente ai miei pensieri e sono continuate per vari anni. Alla fine, ho capito che erano solo una parte della mia mente: un prodotto del subconscio, o un percorso alternativo della coscienza».

da un’intervista rilasciata a Piergiorgio Odifreddi pubblicata su Repubblica.it 

«… Troppi problemi e troppi calcoli. La Teoria dei Giochi, io, non la applico a me stesso… E’ sempre meglio rispondere alle domande stabilendo un rapporto tra ciò che si dice e ciò che si pensa sia meglio per sé». 

Da La Stampa.it

«Un gioco può essere descritto in termini di strategie, che i giocatori devono seguire nelle loro mosse: l’equilibrio c’è, quando nessuno riesce a migliorare in maniera unilaterale il proprio comportamento. Per cambiare, occorre agire insieme… Perché unilateralmente possiamo solo evitare il peggio, mentre per raggiungere il meglio abbiamo bisogno di cooperazione».

«…Nel suo lavoro il matematico deve pensare in termini razionali e logici, anche se può commettere errori. Come uno scacchista, d’altronde… il matematico italo-statunitense Giancarlo Rota ha scritto in un suo libro che i logici effettivamente sono un po’ tutti matti… Ad esempio, ho incontrato il grande logico Alonzo Church, che a onor del vero non è mai stato matto, né sul punto di diventarlo, ma certo si comportava in maniera molto strana. Aveva una caratteristica tipica dei pazienti psichici: parlava con se stesso, da solo, mentre camminava. E si mangiava tutti i biscotti alle feste».

«Il [mio] delirio non era continuo, ma intermittente: le crisi andavano e venivano, e quando accadevano mi sentivo come sotto tortura. Si trattava di stati di irrazionalità che io stesso, nei momenti di lucidità, non accettavo. E quando tornavo razionale, ero pronto a lavorare e a fare ricerca».

Da un’intervista rilasciata a Piergiorgio Odifreddi (l’Espresso)

Nota

John Forbes Nash Jr. è un brillante ed originale matematico ed economista statunitense. Ha rivoluzionato l’economia con i suoi studi di matematica applicata alla “Teoria dei giochi”, vincendo il premio Nobel  per l’economia nel 1994. Durante la brillante attività scientifica in istituti universitari prestigiosi (come quello di Princeton), lavorò per il governo alle strategie politiche e militari della guerra fredda. Nash ha vissuto per circa trenta anni tra i successi scientifici ed accademici e la malattia mentale. Dovette convivere con la schizofrenia che spesso e per lunghi periodi nell’arco di trent’anni ne offuscò l’intelligenza e la creatività e lo costrinse a subire numerosi ricoveri e terapie come elettroshock e insulinoshock. La sua vita ha ispirato il film A beautiful mind, vincitore di 4 premi oscar.

(rr)

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