domenica , 24 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Johann Gottlieb Fichte (19/05/1762)

 

«Il mio sistema è il primo sistema della libertà: come quella nazione [la Francia] libera l’uomo dalle catene esterne, così il mio sistema lo libera dai ceppi delle cose in sé, dell’influenza esterna, e lo istituisce nel suo fondamento primo come essere indipendente. Esso è sorto, negli anni in cui quella nazione lottava con la forza esterna per conquistare la libertà politica, da una lotta interna con me stesso, con tutti i pregiudizi radicati in me; il che non accadde senza il suo aiuto: fu il suo valore che mi destò a sentimenti più elevati, e suscitò in me l’energia ch’era necessaria per concepirlo. Mentre io scrivevo sula Rivoluzione francese, quasi come ricompensa mi vennero in mente i primi presentimenti e i primi spunti di questo sistema…»

            da una lettera privata.

 

«La scelta di una filosofia dipende da quel che si è come uomo, perché un sistema filosofico non è un’inerte suppellettile, che si può lasciare o prendere a piacere, ma è animato dallo spirito dell’uomo che l’ha. Un carattere fiacco di natura o infiacchito e piegato dalle frivolezze, dal lusso raffinato e dalla servitù spirituale, non potrà mai elevarsi all’idealismo.»

            da Prima introduzione alla dotrina della scienza, 1797-98.

«Senza infinità non v’è limitazione; senza limitazione non v’è infinità; infinità e limitazione sono unificate in un solo e medesimo termine sintetico.[…]

Questa reciprocità dell’Io in sé e con se stesso, in cui esso si pone assieme come finito ed infinito – …poiché l?io vuole unificare l’inconciliabile, e ora tenta di accgliere l’infinito nella forma del finito, ora, respinto, pone di nuovo l’infinito fuori di quella forma e nello stesso momento tenta un’altra volta di accoglierlo nella forma della finità – questa reciprocità è la facoltà dell’immaginazione.»

            da Fondamenti dell’intera dottrina della scienza, 1794.

«La missione ultima di tutti gli esseri finiti dotati di ragione è, quindi, l’unità assoluta, l’identità permanente, la piena coerenza con se stessi. Questa identità assolita è la forma dell’Io puro…

Nell’uomo è dato anche il concetto della ragione e quello dell’agire e pensare conformemente alla ragione; e l’uomo necessariamente vuole realizzare questo concetto non soltanto in se stesso, ma vuol vederlo realizzato anche fuori di sé. Rientra dunque nelle sue esigenze, che esistano fuori di lui esseri ragionevoli a lui simili [e] ch’egli entri con essi in rapporto di società[…]. L’istinto sociale dunque fa parte degli istinti fondamentali dell’uomo. L’uomo ha la missione di vivere in società; egli deve vivere in società; se vive isolato, non è un uomo intero e completo, anzi contraddice a se stesso.

Voi vedete subito, o Signori, quanto sia importante non confondere la società, in generale, con quella speciale forma di società, empiricamente condizionata, che si chiama lo Stato. Il vivere nello Stato non rientra nelle finalità assolute dell’uomo…Lo Stato, al pari di tutte le istituzioni umane, che non sono se non solo semplici mezzi, tende allo scopo del proprio annientamento: è lo scopo di ogni governo, quello di render superfluo il governo.»

«…la vera missione che è assegnata alla classe colta: essa consiste nel sorvegliare dall’alto il progresso effettivo del genere umano in generale e nel promuovere costantemente questo progresso.»

            da La missione del dotto, 1794.

NOTA

«Fichte è un titano che lotta per l’umanità e il suo raggio di azione non resterà limitato alle pareti della sua aula.»

Friedrich Hölderlin

Johann Gottlieb Fichte è unanimamente considerato il fondatore indiscusso dell’idealismo: il principio dell’infinito e della creatività dello spirito, la dottrina della libertà dell’io e della sua potenza sul mondo, la tesi dell’oggetto come “posizione” del soggetto, il titanismo, la concezione della vita come Streben spalancano le porte alla nuova “filosofia dello spirito” germanica, influendo profondamente sulle future elaborazioni di Schelling e Hegel.

La sua influenza in epoche vicine alla contemporaneità, rintracciabile nel neoidealismo di Gentile e nell’esistenzialismo di Sartre, testimonia il suo essere un pensatore della concezione dell’uomo tipica della modernità, ossia dell’interpretazione della vita come sforzo, impegno, missione e libertà.

(mm)

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