sabato , 25 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Joel Coen (29/11/1954)

 

«A venticinque anni ero già lo sceriffo di questa contea. Difficile a credersi. Mio nonno faceva lo sceriffo e anche mio padre. Io e lui siamo stati sceriffi contemporaneamente, lui a Plano e io qui. Credo che ne andasse fiero, io ne andavo fiero eccome. Ai vecchi tempi c’erano sceriffi che non giravano neanche armati. Molta gente stenta a crederci. Jim Scarborough non portava mai la pistola, Jim figlio intendo, e neanche Gaston Boykins. Quello della contea di Comanche. Mi è sempre piaciuto sentir parlare di quelli dei vecchi tempi. Non ne ho mai perso l’occasione. Uno non può fare a meno di paragonarsi a loro, di chiedersi come avrebbero fatto loro al giorno d’oggi. C’è un ragazzo che ho mandato sulla sedia elettrica qui a Huntsville, qualche tempo fa. Su mio arresto e mia testimonianza. Aveva ucciso ammazzato una ragazzina di quattordici anni. Il giornale scrisse che era un crimine passionale, ma lui mi disse che la passione non c’entrava niente. Che da quando si ricordava aveva sempre avuto in mente di ammazzare qualcuno e che se fosse uscito di galera lo avrebbe rifatto. Sapeva che sarebbe andato all’inferno. da lì a un quarto d’ora ci sarebbe andato. Io non so cosa pensare non lo so proprio. Con la criminalità di oggi è difficile capirci qualcosa, non è che mi faccia paura l’ho sempre saputo che uno deve essere disposto a morire se vuole fare questo lavoro ma non ho intenzione di mettere la mia posta sul tavolo… di uscire e andare incontro a qualcosa che non capisco. Significherebbe mettere a rischio la propria anima, dire OK, faccio parte di questo mondo.»

Da Non è un paese per vecchi

«Everett: Disonesta simulatrice e arpia. Mai fidarsi di una femmina, Delmar: ricorda questo semplice principio e il tempo con me non sarà stato speso invano.
Delmar: Ok, Everett.
Everett: “Travolto da un treno”… La verità non significa niente per una donna. È il trionfo della soggettività. Sei mai stato con una donna?
Delmar: Beh, io… Io devo recuperare la fattoria di famiglia prima di poter pensare a certe cose.
Everett: Bravo, astieniti. Anche dopo. Mi devi credere, la donna è il più crudele strumento di tortura mai inventato per tormentare la vita dell’uomo.»

Da Fratello, dove sei?

«Signor Lebowski: Lei ha un impiego Signor Lebowski?
Drugo: Un momento, aspetti che le spieghi una cosa: IO non sono il Signor Lebowski, LEI è il Signor Lebowski. Io sono Drugo, è così che deve chiamarmi, capito? O se preferisce Drughetto oppure Drugantibus oppure Drughino, se è di quelli che mettono il diminutivo ad ogni costo…»

Da Il grande Lebowski

Nota:

«Joel e Ethan Coen mi hanno portato in una caffetteria e mi hanno descritto Anton Chigurh in tre minuti. Io ho detto: ‘Non parlo inglese, non guido e odio la violenza. Come posso interpretarlo?’. E loro: ‘È per questo che vogliamo te, porterai qualcosa di nuovo alla storia’.»

Javier Bardem, in occasione di un’intervista su Non è un paese per vecchi

 I fratelli Coen, Joel e Ethan, sono due tra i più interessanti e bizzarri autori del cinema contemporaneo. Dal 1985 ad oggi hanno sceneggiato, diretto o prodotto venti opere, spaziando dal thriller d’autore, al documentario, al genere che sembra essere il loro prediletto: la commedia.

Con film come Fratello dove sei? e Burn after reading hanno divertito milioni di amanti del cinema, ispirandosi al teatro dell’assurdo e proponendo personaggi particolarissimi e perfettamente caratterizzati, capaci di creare dei veri e propri fenomeni culturali, come il dudeismo, ispirato a The Dude – in italiano Il Drugo – protagonista de Il grande Lebowski.

Per questo, nel giorno della nascita di Joel, vogliamo rendere omaggio ad entrambi, facendogli tanti auguri di buon compleanno e sperando che vogliano e possano regalarci ancora tantissimi film, posando su di noi quello che Lietta Tornabuoni ha definito «lo sguardo affettuoso e spietato dei Coen sulla gente normale.»

(lm) 

 

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