martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Jimi Hendrix (27/11/1942)

« Beh non vivo oggi, forse domani, non posso dirtelo piccola, ma non vivo oggi.
E’ proprio un peccato trascorrere il tempo via così, esistendo.»
I don’t live today
« Certa gente dice
che sognare ad occhi aperti
è per gli stupidi con la mente pigra
con nient’altro da fare
Quindi lasciali ridere, ridere di me
Finché ho te
che mi guardi dentro
non ho nulla da perdere.»
May this be love
« Io ho solo un ardente desiderio
Lasciami sdraiare accanto al tuo fuoco »
Fire
« Giorno piovoso, piove tutto il giorno
Non c’è ragione di innervosirsi
Lascia che se la goda a modo suo
Lascia che scivoli via le tue preoccupazioni
Rilassati e goditela in un giorno di pioggia
Rilassati e sogna in un giorno di pioggia.»
Rainy day dream away
Jimi reinterpreta The Star Spangled Banner a Woodstock (1969)
Hey Joe live
Nota:
« Io non credo in Dio, ma se ci credessi sarebbe un chitarrista nero e mancino »
da The Dreamers
« lo vorrei semplicemente che la gente si liberasse la mente da tutte le preoccupazioni; oggigiorno ci sono fin troppe canzoni impegnate. La musica è diventata troppo coinvolta in altre questioni. è insopportabile… E allora, quando la vita si fa troppo diffìcile, io sono l’elio, uno dei gas più leggeri che si conoscano…»
« …Nel mio modo di comporre le canzoni le domande prendono la forma di un conflitto tra la realtà e la fantasia, io uso la fantasia per mettere in luce i diversi aspetti della realtà…»
dall’ultima intervista a Jimi, Londra 11 settembre 1970
Jimi Hendrix, pseudonimo di James Marshall Hendrix, ha ispirato musicisti, fatto sognare generazioni e reinventato non solo il modo di suonare la chitarra, ma lo stesso pensiero. I suoi concerti rappresentavano se stesso: eccentricità, spiritualità e quell’elettricità, quel senso del pericolo ereditato dalla nonna indiana accompagnati dal gusto per il frastuono, il ritmo, la musicalità intrinseci nella sua natura nera. Per Hendrix non si trattava di salire sul palco e suonare i suoi pezzi, lui “faceva” la musica, la viveva e con la sua Fender Stratocaster ci faceva anche l’amore. Assurdo pensare che non fosse neppure in grado di leggerla o scriverla la musica e, forse, è proprio per questo, per questo suo essere un pessimo autodidatta, che divenne un genio. Suonando ricostruiva pensieri, sogni, fantasie e raccontava storie e il tutto con ingenuità e passione, senza sovrastrutture, facendosi guidare dall’entusiasmo: il ragazzo tanto a modo e timido della vita quotidiana diventava così un minaccioso sacerdote incantatore di folle in grado di sacrificare sull’altare la sua stessa chitarra.
«Io lavoro sulla musica perché si trasformi in una scienza magica. Ho dedicato la mia vita a quest’arte, e devi dimenticare ciò che la gente può dire di te. Devi andare e diventare pazzo, è quella che loro chiamano follia. La follia è come il paradiso, una volta che hai raggiunto il punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri dicono, sei vicino al cielo… »
Jimi Hendrix
(ss)


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