mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Jean-Paul Sartre (21/06/1905)

«Per ottenere una verità qualunque sul mio conto, bisogna che la ricavi tramite l’ altro. L’altro è indispensabile alla mia esistenza, così come alla conoscenza che io ho di me». 

da L’esistenzialismo è un umanismo

«Il mondo… questo grosso essere assurdo. Non ci si poteva nemmeno domandare da dove uscisse fuori, tutto questo, né come mai esisteva un mondo invece che niente. Non aveva senso, il mondo era presente dappertutto, davanti, dietro. Non c’era stato niente prima di esso. Niente. Non c’era stato un momento in cui esso avrebbe potuto non esistere. Era appunto questo che m’irritava: senza dubbio non c’era alcuna ragione perché esistesse, questa larva strisciante. Ma non era possibile che non esistesse. Era impensabile : per immaginare il nulla occorreva trovarcisi già, in pieno mondo, da vivo, con gli occhi spalancati, il nulla era solo un’idea nella mia testa, un’idea esistente, fluttuante in quella immensità : quel nulla non era venuto prima dell’esistenza, era un’esistenza come un’altra e apparsa dopo molte altre [...] Scoprire che il mondo non ha senso, che è assurdo, provoca la nausea. [...] L’essenziale è la contingenza. Voglio dire che, per definizione, l’esistenza non è la necessità. Esistere è essere lì, semplicemente : gli esistenti appaiono, si lasciano incontrare ma non li si può mai dedurre. C’è qualcuno, credo, che ha compreso questo. Soltanto ha cercato di sormontare questa contingenza inventando un essere necessario e causa di sé. orbene, non c’è alcun essere necessario che può spiegare l’esistenza : la contingenza non è una falsa sembianza, un’apparenza che si può dissipare; è l’assoluto, e per conseguenza la perfetta gratuità. Tutto è gratuito, questo giardino, questa città, io stesso. E quando vi capita di rendervene conto, vi si rivolta lo stomaco e tutto si mette a fluttuare… ecco la Nausea [...] La Nausea non è in me: io la sento laggiù sul muro, sulle bretelle, dappertutto attorno a me. Fa tutt’uno col caffè, son io che sono in essa [...] Ed ora lo so: io esisto- il mondo esiste- ed io so che il mondo esiste. Ecco tutto. Ma mi é indifferente. E’ strano che tutto mi sia ugualmente indifferente: é una cosa che mi mette paura. E’ cominciato da quel famoso giorno in cui volevo giocare a far rimbalzare i ciottoli sul mare. Stavo per lanciare quel sassolino, l’ho guardato, ed è allora che è cominciato: ho sentito che esisteva. E dopo, ci sono state altre Nausee; di quando in quando gli oggetti si mettono ad esistervi dentro la mano».

da La nausea

«Lungi dall’essere esaurito, il marxismo è ancora giovanissimo, quasi nell’infanzia: ha appena cominciato a svilupparsi. Esso rimane dunque la filosofia del nostro tempo: è insuperabile perché le circostanze che l’hanno generato non sono ancora superate».

Da Questioni di metodo

Nota:

 Intellettuale complesso e chiave di volta del Novecento. Tra le miriadi di opere che di lui hanno scritto e parlato ricordiamo e segnaliamo con particolare dedizione la ridanciana ricostruzione che del battesimo in pubblico dell’esistenzialismo fece Boris Vian in La schiuma dei giorni. 

«Volendo dare un giudizio generale all’opera sartriana, non ci si può schierare dalla parte dei numerosi critici che tentano di demolirla; anzi, Sartre deve essere considerato non solo incisivo per numerosi ambiti della cultura umana, ma anche l’espressione di una mentalità tipicamente novecentesca, la voce di un’avanguardia, che data la vicinanza a noi non può essere ignorata. Inoltre è da notare la capacità metamorfica di questo pensiero, capace di adattarsi alla speculazione astratta come alla concretezza di un romanzo e di un’opera teatrale. Con Sartre il filosofare diventa sempre più creazione artistica e non potrebbe essere altrimenti dato lo sviluppo incessante della scienza e della tecnica che hanno rubato all’arte del pensare qualsiasi pretesa di rigore scientifico.

Il filosofo ha, invece, il merito di aver vissuto sulla sua pelle tale condizione, di aver sentito la nausea esistenziale e l’universalizzazione della responsabilità: quella di cui abbiamo parlato è la produzione genuina di un pensatore del Novecento, è la descrizione onesta di una realtà che anche noi viviamo pur senza rendercene conto, vista dagli occhi di un uomo che nei primi decenni del secolo appena passato iniziò “la folle impresa di scrivere per farsi perdonare della sua esistenza”».

Estratto da L’esistenzialismo ateo di Jean-Paul Sartre, Riccardo Bastianello

 (rrb)

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