venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Jean Anouilh (23/06/1910)

«Je n’ai pas de biographie et  j’en suis très content.»

Da una Lettera a H. Gignoux

 «Mi disgustate tutti con la vostra felicità! Si direbbe che c’è soltanto la felicità sulla terra (…); ebbene si, io non voglio lasciarmi prendere da essa da viva. Voglio continuare a stare male e a soffrire, a gridare, io!»

Thérèse, in La Sauvage

«Come siamo esigenti, sempre: si comincia con il non volere meno di una vita di felicità, poi si impara che alcuni anni rubati sono già una bella fortuna… Dopo si accetta di accontentarsi di una sera… e poi, all’improvviso, restano soltanto cinque minuti e si arriva a pensare che è ancora un’oasi infinita, cinque minuit di felicità»

Georges, in Le rendez-vous de Senils 

«C’è sempre un “ma” nella vita, quando si gratta un po’ la superficie delle cose (…). Non grattate sempre! Le apparenze bastano ampiamente a creare un mondo.»

Robert, in Le rendez-vous de Senils

«Medea: La senti?
Nutrice: Che cosa?
Medea: La felicità. È in giro, nell’aria.
Nutrice: Cantano al villaggio. Forse è una festa, da loro, oggi.
Medea: Odio le loro feste. Odio la loro gioia.»

Dalla Medea, incipit

«Ma io sono del popolo, io… sono stupida… e la mia vita non è infiorata come la vostra, mio signore, regolare, senza ostacoli,  tra la guerra, la caccia, i piaceri e la vostra bella fidanzata… Cosa resterà, a me, quando non sarò più Giovanna? »

Jeanne (Giovanna D’Arco), in L’Alouette

 «Giovanna che accetta tutto, Giovanna incinta, Giovanna divenuta golosa… Voi vedete Giovanna truccata, con il cappellino, impacciata nei suoi vestiti, a occuparsi del suo cagnolino o con un uomo alle calcagna, chi sa, Giovanna sposata?… Io non voglio raggiungere un traguardo! In ogni caso non quello. Non voglio una fine felice, una fine che non finisce più…»

Jeanne al momento dell’uccisione, in L’Alouette

Traduzioni a cura di Asterischi (rr)

 

 Antigone - Jean Anouilh (pièce complète)

Note

Jean Anouilh era un commediografo, scrittore e regista francese.  La sua produzione artistica, sorretta da una tecnica raffinata e talvolta intrisa di poesia, si ispira alla tradizione francese ma risente anche della lezione pirandelliana, nel suo pessimismo nato dal conflitto tra sogno e realtà, tra possibile e impossibile, tra farsa e tragedia, tra purezza e degrado. I testi, persino quelli più caricaturali e farseschi, danno pertanto un’immagine pessimistica della natura umana, tormentata dalla nostalgia per una purezza ormai perduta. La sua vasta e qualificata produzione teatrale è stata suddivisa, da lui stesso, a seconda del tono predominante di ciascun testo, in pièces noires, pièces roses, pièces brillantes, pièces grinçantes, pièces costumées, pièces baroques. L’insieme della sua opera venne premiata nel 1970 con il Prix mondial Cino Del Duca e, nel 1980, con il Grand Prix du théâtre de l’Académie française.

Schivo ai limiti della misantropia, rifiutò di diventare un personaggio pubblico e ammonì: “io non ho una biografia e ne sono molto contento” .

(rr)

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