martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Jane Austen (16/12/1775)


«Come ho scritto male. Comincio a detestarmi.»

Da lettera a Cassandra Austen, 18 settembre 1796; traduzione Giuseppe Ierolli

«La mamma vuole che ti dica che sono un’ottima governante, cosa che non sono riluttante a fare, perché penso davvero che sia una mia peculiare eccellenza, e per questo motivo: ho sempre molto cura di provvedere a quelle cose che soddisfano il mio appetito, cosa che considero il principale merito nel governo di una casa.»

Da lettera a Cassandra Austen, 17 novembre 1798; traduzione Giuseppe Ierolli

« Mi angosci crudelmente con la tua richiesta circa i Libri; non riesco a pensarne nessuno da portare con me, né ho il minimo sospetto che ne avremo bisogno. Vengo da te per chiacchierare, non per leggere o sentir leggere. Questo posso farlo a casa; e in verità ora sto facendo incetta di informazioni da riversare su di te nel modo che preferisci, o mettendole in fila in modo libero, casuale, scollegato, o suddividendo il mio racconto come lo suddivide lo Storico, in sette parti, Società Civile e Militare – Religione – Istituzioni – Cultura ed Eruditi – Arti e Scienze – Commercio Moneta e Navigazione – e Modi di Vivere; – cosicché per ogni serata della settimana ci sarà un argomento diverso; Il gruppo del venerdì, Commercio, Moneta e Navigazione, lo troverai il meno divertente; ma la parte della Serata successiva servirà da risarcimento. – Con una tale provvista da parte mia, se tu farai la tua ripetendo la Grammatica Francese, e Mrs Stent sparerà di tanto in tanto qualche meraviglia su Galli e Galline, cosa mai ci mancherà? – »

Da lettera a Cassandra Austen, 12 novembre 1800; traduzione Giuseppe Ierolli

http://www.jausten.it

Nota:
Jane non lasciò mai la sua famiglia e rimase nubile fino alla fine dei suoi giorni; dopo la morte la sorella Cassandra, e in seguito i fratelli e i loro discendenti, distrussero gran parte delle lettere e delle carte private che le erano appartenute.
La scrittrice non possedeva uno studio proprio ma lavorava nel soggiorno, badando che la sua attività non venisse scoperta dai domestici.

«Scrivere di nascosto è una cosa comune a molte donne. Anche Jane Austen racconta che la scrittura era quasi vergognosa per le donne; infatti lei nascondeva il suo malloppo di carte sotto i panni da stirare, poi, quando non c’era nessuno, lo tirava fuori e scriveva.»
Da Dacia Maraini, Amata scrittura

I suoi romanzi sono stati letti come leggere commedie degli equivoci, fondate sull’intrigo domestico e su un abile tratto nella psicologia dei personaggi. In realtà ad li là dell’apparente chiusura spaziale (l’ambiente domestico) e tematica (la repressione sociale), colpisce per la sottigliezza della scrittura e per la straordinaria modernità di alcuni temi (per esempio l’idea del linguaggio come inganno e della lettura come complessa interpretazione).

(as)

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