mercoledì , 22 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Jacques Brel (08/04/1929)

 

 

La società

 

«Il cuore al calduccio

Gli occhi nella birra

Dalla grassa Adrienne de Montalant

Con l’amico Jojo

E con l’amico Pierre

Ce ne andavamo a berci i nostri vent’anni

Jojo si credeva Voltaire

E Pierre Casanova

Ed io, io che ero il più fiero

Io, io mi credevo proprio me

E quando verso mezzanotte passavano i notai

Che uscivano dall’albergo “I tre fagiani”

Gli si mostrava i nostri culi e le nostre buone maniere

E gli si cantava:

I borghesi sono come i maiali

Più sono vecchi più sono animali

I borghesi son dei maialoni

Più sono vecchi più sono…»

Les bourgeois

 

La religione

«Se tu fossi il buon Dio

Faresti danzare i vecchietti sulle stelle

Tu, tu, se fossi il buon Dio

Illumineresti delle onde

Per i mendicanti

Io, io, se tu fossi il buon Dio

Non faresti a meno

Del cielo blu

Ma tu non sei il buon Dio

sei molto meglio:

Tu sei un uomo.»

Le bon Dieu

 

Brel Poeta

«La sottoprefettura
festeggia la prefetta
nel lustro sfaccettato
piovono le aranciate
e tiepidi champagne
propositi ghiacciati,
le femmine imbronciate
dei funzionarizzati.

Io sono una sera d’estate.

Dalle finestre aperte
cenanti familiari
scostano i loro piatti
dicono che fa caldo
con gli uomini che ruttano
come guerrieri ariani
per tovaglie che cadono
in briciole ai balconi.

Io sono una sera d’estate.

Sulle terrazze andate
cinci fradici parlano
di cavalline storne
e di vecchiacce perfide,
l’ora in cui le bretelle
sostengono il presente
dei passanti dispersi
e degli alcolizzanti.

Io sono una sera d’estate.

Pesanti innamorate
che sanno di cucina
passeggiano le tette
sui fianchi della Mosa
vorrebbero un soldato
perché l’estate goda
salga, valga che valga
sulla loro persona.

Io sono una sera d’estate.

Alle fontane i vecchi
bardati a referenze
ritornano all’infanzia
con passetti piovosi,
ridono con un dente
per mordere il silenzio
presso bimbe che danzano
la fine-primavera.

Io sono una sera d’estate.

Il calore si vertebra
e fiuma ubriacature
l’estate ha le sue messe
e la notte le celebra
la città ai quattro-venti
lampeggia di rimorso
inutile, infischiandosene
di non essere un porto.

Io sono una sera d’estate.»

Je suis un soir d’été

 

L’amore

«Non mi lasciare,

bisogna dimenticare,

si può dimenticare ogni cosa che già fugge via,

dimenticare il tempo dei malintesi

e il tempo perso a chiedersi come,

dimenticare queste ore che

uccidevano a volte a colpi di perché

il cuore della felicità,

non mi lasciare,

non mi lasciare….

io ti offrirò perle di pioggia venute da quei paesi in cui non piove,

scaverei la terra fino alla mia morte per ricoprire il tuo corpo d’oro e di luce,

creerò un regno,

dove l’amore sarà re,

dove l’amore sarà legge,

dove tu sarai regina,

non mi lasciare non mi lasciare….

inventerò per te delle parole senza senso che tu capirai,

ti parlerò di quegli amanti che hanno visto due volte i loro cuori prendere fuoco,

ti racconterò la storia di quel re morto per non averti potuto incontrare,

non mi lasciare,

non mi lasciare…

si è visto spesso riaccendersi il fuoco del vulcano antico che si credeva troppo vecchio,

si sono viste terre bruciate dare molto più grano del migliore aprile,

e quando viene sera,

perché un cielo prenda fuoco il rosso e il nero non si sposano mai,

non mi lasciare,

non mi lasciare…

non mi lasciare,

non piangerò più,

non parlerò più,

mi nasconderò lì a guardarti danzare e sorridere

e ad ascoltarti cantare e poi ridere,

lasciami diventare l’ombra della tua ombra,

l’ombra della tua mano,

l’ombra del tuo cane,

non mi lasciare,

non mi lasciare…»

Ne me quitte pas

Nota:

Cantautore belga, Jacques Brel trascorre la maggior parte della sua vita a Parigi. Il successo ottenuto nei primi anni cinquanta favorisce il suo spostamento geografico che coinvolge anche la moglie e i figli. Prima ancora di essere un grande cantante, Brel è un abilissimo poeta. I suoi testi, emozionanti e raffinati, colmi di sentimentalismo nelle canzoni d’amore, di ironia nelle canzonette sociali, sono stati interpretati da numerosi cantanti internazionali. A tal proposito, grande successo  ha ottenuto la traduzione italiana della canzone “La chanson de vieux amants” a cura di Franco Battiato, divenuta anche colonna sonora del film “Baciami ancora” di Gabriele Muccino.

Attivo negli anni del boom economico, partecipa anche a degli spettacoli televisivi e viene ricordato come attore e regista, soprattutto dopo la realizzazione del film “Le Far West”, candidato per la Palma d’Oro al Festival di Cannes.

(mc)

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