mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Jacob Grimm (04/01/1785)

Il figlio ingrato

Un uomo e una donna se ne stavano seduti dinanzi all’uscio di casa; avevano davanti un pollo arrosto e volevano mangiarlo insieme. Ma l’uomo vide avvicinarsi il suo vecchio padre e, svelto, prese il pollo e lo nascose, perché‚ non voleva dargliene. Il vecchio venne, bevve un sorso e se ne andò. Il figlio volle riportare in tavola il pollo arrosto, ma quando fece per prenderlo, il pollo era diventato un grosso rospo, che gli saltò in faccia, vi si attaccò e non si mosse più; e se qualcuno voleva toglierlo, il rospo lo guardava invelenito, come se volesse saltare in faccia anche a lui, sicché‚ nessuno osava toccarlo. E il figlio ingrato dovette nutrire quel rospo tutti i giorni, altrimenti gli mangiava la faccia. E così egli andò errando per il mondo.

La volpe e le oche

Un giorno una volpe capitò in un prato dove si trovava un branco di oche belle grasse, e ridendo disse: “Arrivo proprio a proposito: ve ne state qui tutte insieme, così posso divorarvi una dopo l’altra.” Le oche si misero a starnazzare, saltarono su e incominciarono a lamentarsi e a chiedere grazia. Ma la volpe disse: “Nessuna pietà, dovete morire.” Finalmente una delle oche si fece coraggio e disse: “Se dobbiamo proprio perdere la nostra giovane vita, concedici almeno una grazia: permettici di dire una preghiera, perché‚ non moriamo nel peccato; poi ci metteremo in fila perché‚ tu possa sceglierti via via la più grassa.” – “Sì,” rispose la volpe, “è ben poca cosa ed è un desiderio pio: pregate, io aspetterò.” Allora la prima incominciò una preghiera ben lunga: “Qua, qua!” E siccome non la voleva smettere, la seconda non aspettò il suo turno, e anche lei incominciò: “Qua, qua!”
(Quando tutte avranno finito di pregare, continueremo la storia, ma, per adesso, pregano ancora.)

Knoist e i suoi tre figli

Tra Werrel e Soist abitava un uomo che si chiamava Knoist, e aveva tre figli: uno era cieco, l’altro zoppo e il terzo tutto nudo. Un giorno andarono per i campi e videro una lepre. Il cieco le sparò, lo zoppo la prese e quello nudo la mise in tasca. Poi giunsero in riva a un gran fiume e videro tre navicelle una correva, l’altra colava a picco e la terza non aveva il fondo. Salirono tutt’e tre in quella senza fondo e giunsero a un gran bosco, dove c’era un grande albero, e nell’albero c’era una gran cappella, e nella cappella c’era un sagrestano di carpine e un prete di bossolo che davano l’acqua santa a suon di bastonate. Felice è l’uom che campa, facendo a meno dell’acqua santa!

La ragazza di Brakel

Una ragazza di Brakel andò una volta alla cappella di sant’Anna sotto il castello dei giganti e, siccome desiderava tanto maritarsi, e credeva che nella cappella non ci fosse nessuno, si mise a cantare:-Oh sant’Anna ognor venerata, fa’ che in breve io sia maritata! Sai cosa voglio io: il mio vicino di bell’aspetto è proprio il mio diletto!-Ma dietro l’altare c’era il sagrestano, che sentì tutto e si mise a gridare con voce terribile: -Non l’avrai! Non l’avrai!-. Ma la fanciulla pensò che, a gridare, fosse stata Maria Bambina, che stava accanto a sua madre. Allora andò in collera e gridò: -Perepepè, brutta pettegolina, chiudi il becco e lascia parlare la mamma!-.

Da Fiabe

Nota:
I fratelli Grimm sono celebri per aver raccolto ed elaborato moltissime fiabe della tradizione tedesca; l’idea fu di Jacob, professore di lettere e bibliotecario. Le loro storie non erano concepite per i bambini; oggi, molte delle loro fiabe sono ricordate soprattutto in una forma edulcorata e depurata dei particolari più cruenti, che risale alle traduzioni inglesi della settima edizione delle loro raccolte (1857). Le storie dei fratelli Grimm hanno spesso un’ambientazione oscura e tenebrosa, fatta di fitte foreste popolate da streghe, goblin, troll e lupi in cui accadono terribili fatti di sangue, così come voleva la tradizione popolare tipica tedesca. L’unica opera di depurazione che sembra essere stata messa consapevolmente in atto dai Grimm riguarda i contenuti sessualmente espliciti, piuttosto comuni nelle fiabe del tempo e ampiamente ridimensionati nella narrazione dei fratelli tedeschi. Jacob Grimm è anche famoso in linguistica per aver formulato la legge di Grimm sui mutamenti di suono nelle lingue germaniche rispetto all’indoeuropeo.

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