domenica , 24 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Jack Kerouac (12/03/1922)

«Qualcosa, qualcuno, qualche spirito ci perseguitava tutti attraverso il deserto della vita ed era scritto che ci afferrasse prima che raggiungessimo il cielo. Naturalmente adesso che ci torno su col pensiero, questo non è altro che la morte; la morte ci raggiungerà prima del cielo. L’unica cosa per la quale languiamo nei nostri giorni di vita, che ci fa sospirare e lamentarci e sottostare a dolci nausee di ogni specie, è il ricordo di una certa felicità perduta che probabilmente è stata sperimentata nell’alvo materno e può riprodursi solamente (quantunque noi si detesti ammetterlo) nella morte. Ma chi è che vuol morire? Nell’incalzare degli avvenimenti continuavo a pensare a questo nel fondo della mia mente. Lo dissi a Dean ed egli lo riconobbe istantaneamente come la pura e semplice nostalgia della morte; e poiché nessuno di noi può tornare alla vita, lui, giustamente, non voleva aver niente a che farci, e allora mi trovai d’accordo con lui.»

On the road

«L’arte è un dolce e splendido isolamento dalla vita, pieno di saggezza e genialità. Mentre gli amanti passeggiano a braccetto sotto i remi delle Foresta, l’artista siede ai piedi di un albero, dipinge dei bei quadri e li solleva per farli vedere. È innamorato di se stesso, ma ama anche gli altri, perché mostra loro i frutti del suo lavoro, le sue opere e grida: “Vedete? Vedete? “. Poi, alla fine, si riposa e ritorna tra gli altri, alle passeggiate a braccetto dell’amore terreno, e gli uomini lo amano perché ha creato una cosa talmente bella, ha celebrato la loro vita e il loro amore, ed è tornato tra loro. Dicono: “Quanto strano e meraviglioso è costui! E questa sua anima! “. Ed è tanto vero quanto è misterioso e irresistibile. “È uno di noi, è come noi! Ma sta da solo sotto il suo albero, per un po’. Ci raggiungerà più avanti con le sue soavi creazioni…»

Jack Kerouac

Nota:

Jack Kerouac è stato uno scrittore statunitense. Considerato uno dei padri della beat generation, ha lasciato un’impronta profonda nell’immaginario collettivo di intere generazioni che leggendo On the road hanno apprezzato l’anelito estatico del viaggiare. Il suo stile intriso dello sperimentalismo proprio della beat generation, tra gli altri illustri rappresentanti ricordiamo William Burroughs e Allen Ginsberg, si dipana utilizzando una prosa sperimentale e frastagliata che aveva nel jazz il suo riferimento e parallelo musicale.

«Ho avuto una bellissima fanciullezza, mio padre era un tipografo a Lowell, Massachusetts, trascorsa correndo giorno e notte per i campi e lungo le banchine dei fiumi, ho scritto dei brevi racconti in camera mia, il primo lo scrissi alletà di 11 anni, ho tenuto lunghi diari e ho redatto giornali dove pubblicavo dei resoconti, inventati completamente da me, di corse di cavalli, di incontri di baseball e di football (come è ricordato nel romanzo Il Dottor Sax).- Ho ricevuto una buona istruzione elementare dai Gesuiti della Scuola Parrocchiale di St. Joseph a Lowell, che mi permise di guadagnare degli anni nell’ammissione alla scuola pubblica [...] Ho fatto della lunghissime passeggiate notturne sotto i vecchi alberi del New England con mia madre e mia zia. Ascoltavo attentamente le loro chiacchiere. Ho deciso di diventare uno scrittore a 17 anni, sotto l’influenza di Sebastian Sampas, un giovane poeta locale che più tardi morì nello sbarco di Anzio. A 18 anni ho letto la vita di Jack London e ho deciso di diventare un avventuriero, un viaggiatore solitario; prime influenze letterarie Saroyan e Hemingway; in seguito Wolfe…»

Jack Kerouac

(rrb)

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Un commento

  1. Ottima cernita…

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