domenica , 24 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Henry James (15/04/1843)

 

« Sotto certi aspetti ci sono nella vita poche ore più piacevoli di quelle dedicate alla cerimonia del tè del pomeriggio. Vi sono circostanze in cui, sia che si prenda il tè o no – c’è della gente che non ne vuol sapere – quel momento è in sé delizioso. Le condizioni alle quali io penso, incominciando a scrivere questa semplice storia, offrivano un assetto mirabile per l’innocente passatempo. »

«La sua fama di accanita lettrice ondeggiava intorno a lei come il nebuloso alone di una dea in un poema epico: si temevano le sue domande e si temeva ch’ella volesse mantener sempre la conversazione in un’atmosfera troppo fredda. Invece la povera ragazza, pur amando che la si considerasse istruita e intelligente, non poteva sopportar l’idea che la si reputasse pedante; leggeva di nascosto, e, quantunque avesse una memoria eccellente, si asteneva il più possibile dal far pompa della sua cultura. Aveva un desiderio sconfinato di sapere, ma in realtà avrebbe preferito qualsiasi fonte d’inspirazione alla pagina stampata. Provava un’immensa curiosità di conoscere la vita e stava costantemente a guardarla, stupita e perplessa. Portava in sé una grande ricchezza di vita e il suo maggior godimento era di percepire la fusione fra i moti della sua anima e le agitazioni del mondo.»

« È sciocco dubitar di sé stessi come sarebbe dubitare del proprio miglior amico: anzi si deve cercare di essere il proprio migliore amico e di vivere così in eletta compagnia. »

« Isabel era risoluta a non essere vana… Aveva poi parecchi punti di vista sul soggetto matrimoniale. Il primo, la volgarità di pensarci su troppo. Si augurava ardentemente di non essere mai trascinata al desiderio di sposarsi. Sosteneva che una donna la quale non sia di una fragilità eccezionale deve esser capace di vivere da sé e per sé, e ch’era possibile in modo assoluto di essere felice anche se priva della compagnia di una persona dell’altro sesso, dall’anima più o meno volgare. Il suo augurio era stato esaudito, poiché qualcosa di puro e di altero ch’era in lei – qualcosa di freddo e di arido come l’avrebbe chiamato un adoratore respinto – l’aveva fino allora tenuta lontana dalla vanità di pensare a un futuro marito. Tra gli uomini che conosceva ben pochi le sembravano degni di una spesa rovinosa, e la faceva semplicemente sorridere l’idea che uno di essi avrebbe potuto presentarsi a lei come incentivo alle sue speranze o ricompensa di una lunga attesa. In fondo all’anima, però, ma molto in fondo, le ondeggiava una vaga idea che se una certa luce fosse spuntata ella avrebbe potuto anche abbandonarsi completamente: ma questa idea era troppo tremenda per essere attraente… »
« Pensi di poter condurre una vita romantica, di poter vivere piacendo a te stessa e piacendo agli altri. 
Ti accorgerai di sbagliare.
Qualunque sia la vita che conduci, devi metterci l’anima, per farne come che sia una cosa riuscita; e dal momento che fai questo, essa non è più un romanzo, te l’assicuro io: diviene cruda realtà! 
E non puoi sempre piacere a te stessa; devi qualche volta piacere anche agli altri (…). 
Ma c’è un’altra cosa che è ancor più importante: spesso devi non piacere agli altri. 
Devi essere sempre pronta a questo, mai tirarti indietro. Questo non ti va per niente… sei troppo amante dell’ammirazione, ti piace che si pensi bene di te. Pensi che ci si possa sottrarre a dolori sgradevoli assumendo posizioni romantiche, ecco la tua grande illusione (…). 
Ma non si può. 
Devi tenerti pronta, in molte occasioni della vita, a non piacere a nessuno… nemmeno a te stessa. »

« “Lo sai dove andrai a finire?” “No, non ne ho la minima idea, e trovo molto piacevole non saperlo. Una carrozza veloce, in una notte buia, coi sobbalzi e il frastuono dei suoi quattro cavalli lungo strade che non si riesce a scorgere: è questa la mia idea della felicità”. »

« Isabel fece una scarrozzata da sola quel pomeriggio; desiderava trovarsi lontana, sotto il cielo, dove poteva scender di carrozza e camminare sulle margherite. Da molto tempo ella aveva eletto la vecchia Roma a sua confidente, perché in un mondo di rovine le rovine della sua felicità le sembravano una catastrofe meno innaturale. Riposava la sua stanchezza su cose che si erano andate sgretolando da secoli e che pure stavano ancora in piedi; lasciava cadere la sua segreta tristezza nel silenzio di luoghi solitari dove l’attualità della sua pena si staccava e diveniva obbiettiva, così che, mentre sedeva in un angolo riscaldato dal sole in un giorno d’inverno, o stava in piedi in mezzo all’odor di muffa di una chiesa nella quale più nessuno entrava, poteva quasi sorridere nella sua tristezza e pensare a quanto fosse misera. Ben piccola nell’immensità di Roma, e il senso tormentoso della continuità degli umani destini la portava facilmente a risalire da piccole cose alle più grandi. Si era fatta profondamente, teneramente amica di Roma: la città si mescolava alla sua passione e la moderava. Si era abituata a considerarla specialmente come il luogo dove tanta gente aveva sofferto. Era questo che le veniva in mente nelle chiese derelitte, dove le colonne di marmo che vi eran state trasferite dalle rovine pagane sembravano offrirle un conforto, un esempio di sopportazione, e l’odore di vecchio incenso pareva darle una vaga idea di preghiere da tempo non più esaudite. Non c’era un’eretica più gentile e meno coerente di Isabel. Il più appassionato dei credenti, fissando le oscure pale d’altare e i grappoli dei ceri, non ne avrebbe potuto sentire più intimamente tutta la suggestione, né sarebbe stato in quei momenti più pronto a ricevere visitazioni spirituali. »

            da Ritratto di Signora, 1881.

« A poco a poco egli aveva preso l’abitudine di soffermarsi sui suoi morti ad uno ad uno, e piuttosto presto nella vita aveva cominciato a pensare che andasse fatto qualcosa per loro. E loro erano lì, accanto a lui, forti di quell’essenza semplificata, più intensa, di quell’assenza consapevole, di quella pazienza eloquente, così corporei e presenti che pareva avessero soltanto perduto l’uso della parola.»

            da L’altare dei morti, 1895.

« Arrivai un po’ in ritardo sulla scena del suo arrivo, e sentii, mentre lui guardava ansiosamente in cerca di me, fuori dalla porta della locanda dove la diligenza lo aveva lasciato, di aver visto in lui all’istante, sia dentro sia fuori, la stessa luminosa freschezza, la stessa fragrante purezza che fin dal primo momento avevo visto nella sorellina, Era incredibilmente bello e la signora Grose aveva colto nel segno; la sua presenza cancellava tutto ciò che non fosse un’appassionata tenerezza. Ciò che immediatamente mi toccò il cuore fu qualcosa di divino che non ho mai trovato, allo stesso grado, in nessun bambino; la sua tenera e indescrivibile aria di non conoscere al mondo null’altro che l’amore. »

            da Giro di vite, 1898.

« Aveva preso la vita come prendeva il tè, chiaro, con un aroma raffinato e pieno di panna e zucchero. »

            da Racconti di fantasmi.

NOTA

Importante scrittore e critico letterario statunitense, Henry James visse a lungo in Inghilterra, paese di cui acquisì la cittadinanza nel 1915.

Il raffronto di stampo politico-sociale tra America e Europa assume un ruolo significativo nella sua opera, divenendo centrale nei romanzi L’americano e Gli europei (1877; 1878). In una seconda fase della sua produzione, James adotta un notevole sperimentalismo di forme e stili che riflette la frantumazione della coscienza moderna.

L’opera di Henry James assume un ruolo chiave nel panorama della letteratura americana in quanto segna il passaggio dal romanzo realista al romanzo psicologico. Questa evoluzione ha un duplice esito: dal punto di vista tematico introduce la meditazione sull’arte e sulla figura dell’artista, tipica di certa letteratura decadentista coeva (si pensi a Wilde o Huysmans) ma che sfocia, in James, in una riflessione metaletteraria; dal punto di vista delle forme, il narratore assume completamente il punto di vista del suo personaggio, adottandone anche gli stilemi linguistici.

(mm)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com