lunedì , 23 ottobre 2017
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Buon Compleanno Henri-Louis Bergson (18/10/1859)

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«La coscienza è innegabilmente appesa ad un cervello, ma da questo non discende affatto che il cervello disegni ogni particolare della coscienza, né che la coscienza sia una funzione del cervello. (…) Se mi chiedete di esprimerla in una formula semplice, necessariamente approssimativa, io direi che il cervello è un organo di pantomima. Il suo ruolo è mimare la vita dello spirito, mimare anche le situazioni esterne a cui lo spirito deve adattarsi»

«L’attività cerebrale sta all’attività mentale come i movimenti della bacchetta del direttore d’orchestra stanno alla sinfonia. La sinfonia supera da ogni lato i movimenti che la scandiscono; allo stesso modo, la vita dello spirito supera la vita cerebrale»

da Materia e memoria: saggio sulla relazione tra il corpo e lo spirito, 1869

 

«Il più grande nemico del riso è l’emozione»

«Ciò che la vita e la società esigono da ciascuno di noi, è un’attenzione costantemente sveglia, che discerna i contorni della situazione presente, e anche una certa elasticità del corpo e dello spirito che ci metta in grado di adattarci ad essa. Tensione ed elasticità: ecco due forze complementari l’una all’altra che la vita mette in ballo. Ne è privo il corpo? si hanno gli accidenti di ogni genere, le infermità, la malattia. Ne è privo lo spirito? Si hanno tutti i  gradi della povertà psicologica, tutte le varietà della follia. Ne è privo il carattere? si hanno i profondi inadattamenti alla vita sociale, sorgenti di miseria, a volte occasioni di delitto»

da Il riso, 1901

 

Nota:

Sotto l’apparenza tranquilla di un professore francese di origine ebrea, brilla l’eccezionale ingegno di filosofo della scienza. Premio Nobel nel 1927  per la letteratura “in riconoscimento delle sue ricche e animate idee e della brillante capacità con la quale ha saputo esprimerle”.

Polemizzò con Einstein sul concetto di Tempo, sostenendo che non è una retta di tanti punti contigui ma un istante che cresce su se stesso sovrapponendosi agli altri.

Bergson considera l’uomo originariamente non tanto “homo sapiens” quanto piuttosto “homo faber” per la capacità di adattarsi all’ambiente delle cose materiali e agire su di esso. Istinto e intelligenza sono comunque insufficienti a comprendere la realtà delle cose; è l’intuizione, immediata come l’istinto e consapevole come l’intelligenza, la capacità umana utile a raggiungere la consapevolezza della coscienza e della forza creatrice.

Dedica la sua ultima opera, Le due fonti della morale e della religione (1932) al tema della creatività morale e religiosa che pone al centro la persona, e l’amore verso tutti gli uomini.

Informazioni su Silvia Dini

Silvia Dini
Ligure, con un'attrazione fatale per la comunicazione e la tecnologia. E le storie aurasmagoriche.

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