sabato , 21 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Harold Bloom (11/07/1930)

«Se un lavoro non possiede splendore estetico, forza cognitiva e autentica originalità, non vale la pena leggerlo. La letteratura è un’epifania individuale e non deve avere alcuna valenza di riscatto socio-politico».

«La critica letteraria non può essere impersonale. Al contrario di T.S. Eliot, penso che debba essere personale, appassionata e viscerale. Ma socializzare con gli autori che recensisci è un errore. Meglio conoscerli dalle loro opere. Se non parliamo noi male dei morti, chi lo farà?»

Da un’intervista a La Repubblica

«Il romanzo di Cervantes (che inaugura il genere) è memorabile per due meravigliosi esseri umani, Don Chisciotte e Sancio Panza, e per il rapporto pieno di affetto e di collera che li unisce. Non ci sono relazioni simili in Shakespeare, dove Falstaff è amorevole e il principe Hal irascibile, e Amleto ha solo un idolatra in Orazio. Una volta ho osservato che Shakespeare ci insegna a parlare a noi stessi, mentre solo Cervantes ci mostra come parlare tra di noi. Anche se entrambi, Shakespeare e Cervantes, costruiscono realtà tanto grandi da contenerci tutti, Amleto è un’individualità indifferente, alla fine, sia a se stesso che agli altri, mentre il cavaliere spagnolo è una personalità che ha a cuore se stesso, Sancio, e coloro che hanno bisogno di aiuto. In quanto maestri della rappresentazione, sia Shakespeare che Cervantes sono vitalisti, ed è per questo che Falstaff e Sancio Panza hanno il dono di essere tanto vivi. Ma questi due precursori degli scrittori moderni sono anche degli scettici, così Amleto e Don Chisciotte sono ironici, anche quando si comportano da pazzi. Ardore, primitiva esuberanza, è il genio che il padre castigliano del romanzo e il poeta e drammaturgo inglese hanno in comune e posseggono più di tutti gli altri scrittori, prima e dopo di loro, in qualsiasi lingua. La libertà, per Chisciotte e per Sancio, è lo scopo del gioco, che è disinteressato e incerto. Il gioco del mondo, per Chisciotte, è una visione depurata della cavalleria, le tenzoni dei cavalieri erranti, le damigelle virtuosamente belle e in ambascia, i maghi perfidi e potenti, come pure i giganti, gli orchi e le imprese idealizzate. Don Chisciotte è coraggiosamente folle e ossessivamente coraggioso, ma non si inganna. Sa chi è, ma anche chi potrebbe essere, se volesse. Quando un prete moralista accusa il cavaliere di essere fuori dalla realtà e gli ordina di tornare a casa e smettere di vagabondare, Chisciotte risponde che nella sua realtà di cavaliere errante ha fatto giustizia, castigato l’arroganza, e abbattuto mostri di ogni genere».

Da Don Chisciotte cavalca ancora. Contro la solitudine

«Borges osservò che Shakespeare era «tutti e nessuno», affermazione che io modificherei in «tutto e niente», «la corona» della letteratura eppure il principale «nulla». Essendo io l’ammiratore numero uno di Shakespeare, non ritengo azzardato considerare il genio di Shakespeare una sorta di divinità secolare».

Da Il genio: Il senso dell’eccellenza attraverso le vite di cento individui non comuni

Nota:

Non è facile essere d’accordo con l’irriverente Harold Bloom, il quale non hai ma nascosto le sue antipatie verso opere di alcuni tra gli scrittori più premiati e conosciuti in tutto il mondo. Ma al di là delle sue idee su molti degli autori a noi contemporanei, e la forse eccessiva tendenza all’ossequio verso i grandi del passato, non si può non riconoscere a questo geniale critico il merito di aver scosso – e di continuare a scuotere – con le sue teorie, le opinioni dei lettori di tutto il mondo.

(lm)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com