martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Guy de Maupassant (05/08/1850)

«Quel che rende così violenta l’impressione prodotta dai monumenti siciliani è il fatto che, alla prima occhiata, colpisce di più l’arte della decorazione che non quella dell’architettura. L’armonia delle linee e delle proporzioni non è che una mera cornice delle sfumature. Quando si entra nelle nostre cattedrali gotiche, si prova una sensazione severa, quasi di tristezza. La loro grandezza è imponente; rimaniamo colpiti, ma non sedotti dalla loro maestosità. Qui, veniamo conquistati, commossi da qualcosa, di quasi sensuale, che il colore aggiunge alla bellezza delle forme. Gli uomini che concepirono ed innalzarono queste chiese luminose, nondimeno ombrose, avevano certamente un’idea del sentimento religioso completamente diversa da quella degli architetti delle cattedrali tedesche o francesi; ed il loro genio peculiare si preoccupò, prevalentemente, di far filtrare la luce in quelle navate così meravigliosamente decorate, in modo che non la si avvertisse, che non la si vedesse, che essa vi scivolasse, sfiorando semplicemente i muri, suscitando effetti misteriosi ed attraenti, di modo che la luminosità sembrasse provenire dalle stesse mura, dai grandi cieli d’oro affollati di apostoli. La cappella Palatina, costruita nel 1132 dal re Ruggero II, in stile gotico-normanno, è una piccola basilica a tre navate. È lunga soltanto 33 metri e larga 13; pertanto è un giocattolo, un gioiello di basilica.»

La cappella palatina, Viaggio in Sicilia

«La chiesa era avvolta dall’oscurità, e sopra la porta c’era un grande scudo sormontato da una corona che un nobile, ormai sepolto, aveva lasciato. Fu una cerimonia modesta, pochi invitati. Il nipote del Conte Vaudrec, unico parente del defunto, ringraziava la solidarietà. Quando la messa finì, Georges du Roy e sua moglie si incamminarono verso casa, senza parlare, un po’ preoccupati. Dopo un po’, Georges aggiunse: “A dire il vero, è molto sorprendente!” Madeleine chiese: “Che cosa, caro?”. “Questo Vaudrec non ci ha lasciato niente”. Lei arrossì e disse: “Perché dovrebbe lasciarci qualcosa? Non aveva alcun motivo per farlo!” Poi, dopo qualche minuto di silenzio, continuò: “Forse ha lasciato il testamento ad un avvocato. Dovremmo informarci” . Egli rispose: “è possibile, perché era il nostro migliore amico. Pranzava con noi due volte alla settimana, è venuto in qualsiasi momento, era quasi sempre a casa con noi. Ti ha amato come un padre, non aveva famiglia, senza figli , né fratelli né sorelle, solo un nipote. Sì, ci dovrebbe essere una testamento. Vorrei solo un ricordo, un riconoscimento in nome del nostro affetto. Non mi importerebbe di più.” Quando rientrarono in casa, il cameriere consegnò una lettera alla signora Madeleine. La aprì e la mostrò al marito. “Ufficio di M. LAMANEUR, Notaio. 17 Rue des Vosges” “Signora: Si prega di chiamare al mio ufficio e un quarto 02:00 Ricevo Martedì, Mercoledì, Giovedi” Cordialmente LAMANEUR

Georges ne fu gradevolmente stupito. “Questo è ciò che mi aspettavo. E ‘strano, però, che non abbia intestato la lettera a me che sono il capo famiglia”. […] Dopo pranzo recarono all’ ufficio del signor Lamaneur. Il notaio era un uomo piccolo e paffuto. La sua testa sembrava una palla fissata su un’altra palla più grande, sostenuta da gambe così corte che sembravano palle anche quelle. Egli li fece accomodare e disse a Madeleine: “Signora, ho mandato a voi la lettera perché ciò che sto per dirvi, è di primario interesse fondamentalmente per lei”. Georges non poté fare a meno di borbottare, sospettoso. Il notaio continuò a leggere il documento:

“Io sottoscritto, Paul Emile Cyprien Gontran, il conte de Vaudrec, vorrei qui esprimere l’ultimo dei miei desideri. Dato che la morte mi potrebbe portar via in qualsiasi momento, vorrei prendere la precauzione di redigere la mia volontà, di essere depositato presso M. Lamaneur”.

“Non avendo eredi diretti, lascio tutto il mio patrimonio, che comprende azioni e obbligazioni per seicento franchi e sbarcati di proprietà per cinquecentomila, a Madame Claire Madeleine du Roy incondizionatamente. Io la prego di accettare quel dono da un morto amico come prova del devoto, profondo e rispettoso Affetto”.

Il notaio disse: “Questo è tutto. Il documento porta la data del mese di agosto scorso, e ha preso il posto di uno identico intestato a Mme Claire Madeleine Forestier. So per certo, dunque, che il conte de Vaudrec non avrebbe cambiato facilmente idea”. Madeleine abbassò gli occhi, aveva le guance pallide. Georges nervosamente, si toccava baffi. Il notaio continuò dopo attimo di pausa: “È ovviamente inteso che la signora non può accettare l’eredità senza il suo consenso, Monsieur”. Du Roy si alzò e disse subito: “Chiedo tempo per riflettere”. »

Le bel Ami

Nota

Narratore francese di robusta estrazione naturalista, Henri-René-Albert-Guy de Maupassant, coltiva l’aspetto più macabro della corrente letteraria alla quale aderisce. Nei suoi sei romanzi e circa trecento novelle, la realtà viene rappresentata con doloroso distacco nei risvolti più amari. Da ricordare i romanzi “Una vita” e “Bel Ami”, nonché le novelle “Boule de soif” e “Casa Teiller”.

(mc)

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