venerdì , 24 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Günter Grass (16/10/1927)

gunter_grass

« Anche se oggi la cosa non fa più né caldo né freddo quasi a nessuno o non interessa per niente, mi dico che a ben guardare è stato il mio periodo migliore. Eri richiesto, ti cercavano. Per più di un anno hai vissuto pericolosamente, ti sei mangiato le unghie per la paura, ti sei esposto a dei rischi senza star lì tanto a chiederti se anche il prossimo semestre sarebbe andato a puttane. Studiavo al Politecnico, infatti, e già allora mi interessavo di tecnica del riscaldamento a distanza, quando da un giorno all’altro hanno tirato su il Muro. Il casino che scoppiò! Molti corsero a dimostrare, protestando davanti al Reichstag o da altre parti, io no. Ancora in agosto mi sono portato di qua Elke, che studiava pedagogia di là.[…] Ma di queste storie oggi non ne vuol più sapere nessuno. A cominciare dai miei figli. Proprio non stanno ad ascoltare, oppure dicono: “Si, certo, papà. Allora eravate molto più in gamba di noi, lo sanno tutti”. Beh, forse andrà meglio in futuro con i miei nipoti, quando gli racconterò come ho portato di qua la loro nonna, che era appunto bloccata dall’altra parte […]. No, morti non ne abbiamo avuti. Lo so. Quelle storie rendono di più- i giornali c i sguazzano quando qualcuno si lanciava dalla finestra del terzo piano di una casa lungo il confine e si spiaccicava sul selciato, a un pelo da dove i pompieri avevano teso il telone di salvataggio. o quando un anno dopo Peter Fechter volle passare dal  Checkpoint Charlie, gli spararono, e dato che nessuno lo soccorse è morto dissanguato. Storie del genere non potevamo offrirle, perché noi andavamo sul sicuro. Eppure potrei raccontarne di quelle che già allora più d’uno non ci voleva credere. Ad esempio, quanta gente abbiamo portato di qua attraverso le fognature. E le puzza di ammoniaca che c’era là sotto. Una delle vie di fuga, che dal centro arrivava a Kreuzberg, la chiamavamo “Acqua di Colonia 4711”, perché tutti, i fuggiaschi e noi, dovevamo avanzare nei liquami fino al ginocchio. »

Il mio secolo

 

« Il dopo è sempre prima. Ciò che noi definiamo presente, questo fuggevole oraoraora, viene costantemente messo in ombra da un Ora già trascorso, cosicché anche la via di fuga in avanti, chiamata futuro, dev’essere conquistata correndo con suole di piombo. Così appesantito, da una distanza temporale di sessant’anni vedo come un diciassettenne col cilindro della maschera antigas usato a scopi impropri e una giacca di uniforme che sembra tagliata su misura si adopera per riprendere contatto con reparti in ritirata a fianco di un caporalmaggiore smaliziato e duro a morire, perché intuisce ogni pericolo, e del quale non si direbbe che fa il parrucchiere di professione. E così entrambi riescono ripetutamente a evitare i controlli dei “cani a catena”. Bisogna sempre individuare pertugi. La linea del fronte è riconoscibile solo di rado. Tra migliaia di militari allo sbando sono due isolati ai quali manca il documento salvifico. Quale reparto sarà abbastanza sfinito dai combattimenti per accoglierli?»

Sbucciando la cipolla

 

Nota:

Premio Nobel per la letteratura nel 1999, GünterGrass è uno scrittore tedesco che, attraverso le sue opere, fornisce ancora oggi un’importante testimonianza della storia dell’Europa dalla nascita dei regimi totalitari ad oggi. Soldato nelle SS, prigioniero degli americani in Baviera, Grass rivive attraverso l’espediente biografico una storia collettiva e individuale che lascia il segno sia nella vita dell’autore che in una Germania vincente e perdente allo stesso tempo.

Informazioni su Melania Caruso

Melania Caruso
Nasce a Catania nel 1989. Studia lingue e culture europee ed è mediatore interculturale. Tra le sue passioni, il cinema e la letteratura francese.

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