mercoledì , 22 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Giuseppe Ungaretti (08/02/1888)

«Ho tirato su
le mie quattr’ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull’acqua»

Da I fiumi, Allegria

«Appurato che gli Italiani, di fronte a delle domande generali oppongono una serie di innocenti e un po’ balordi NO COMMENT, vediamo un po’ che cosa succede di fronte a una domanda precisa, brutale, bruciante, come per esempio, l’omosessualità.

P.P.P  Ungaretti secondo lei esiste la normalità e la anormalità sessuale?

G.U. Senta, ogni uomo è fatto in un modo diverso, dico, nella sua struttura fisica, è fatto in un modo diverso; fatto anche  in un modo diverso nella sua combinazione spirituale, no? Quindi tutti gli uomini sono a loro modo anormali, tutti gli uomini sono, in un certo senso, in contrasto con la natura. E questo sino dal primo momento, sino dal primo momento, con l’atto di civiltà, l’atto di civiltà che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è un atto contro natura.»

Da Intervista a Ungaretti di Pier Paolo Pasolini

«Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un angolo
e dimenticata»

Da Natale, Allegria

«Dal momento che arrivo ad essere un uomo che fa la guerra, non è l’idea di uccidere o di essere ucciso che mi tormenta: ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l’assoluto, l’assoluto che era rappresentato dalla morte, non dal pericolo, che era rappresentato da quella tragedia che portavo l’uomo a incontrarsi nel massacro. Nella mia poesia non c’è traccia d’odio per il nemico, né per nessuno: c’è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione.»

Da Vita di un uomo, 1969

«Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso»

Da Commiato, Allegria

«Posso essere rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono, anzi, un uomo della pace. Non l’amavo neanche allora, ma pareva che la guerra si imponesse per eliminare finalmente la guerra. Erano bubbole, ma gli uomini a volte s’illudono e si mettono in fila dietro alle bubbole.»

Da Vita di un uomo, 1969

«POESIA

I Giorni e le Notti
suonano
in questi miei nervi d’arpa
Vivo
di questa gioia malata
d’universo
e soffro
per non saperla accendere
nelle mie parole»

Da Poesie Disperse

Nota:
Per Giuseppe Ungaretti, rappresentante di spicco della letteratuta tra le due guerre italiana, la poesia è testimonianza assoluta dell’uomo, ha in sé qualcosa di sacro che resiste a tutte le distruzioni e violenze della storia: in questa sacralità, l’individuo si fa popolo, cercando di ridurre la parola all’essenziale, trovando, per sé e per il popolo, un nuovo linguaggio concentrato e scarnificato.

(as)

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