giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Giuseppe Parini (23/05/1723)

«Giuseppe Parini fu alla nostra memoria uno dei pochissimi Italiani che all’eccellenza nelle lettere congiunsero la profondità dei pensieri, e molta notizia ed uso della filosofia presente »

Il Parini, ovvero della gloria dalle Operette morali di Giacomo Leopardi

«Lungi da queste carte i cisposi occhi già da un secolo rintuzzati, lungi i fluidi nasi de’ malinconici vegliardi. Qui non si tratta di gravi ministerii nella patria esercitati, non di severe leggi, non di annoiante domestica economia, misero appannaggio della canuta età. A te, vezzosissima Dea, che con sí dolci redine oggi temperi e governi la nostra brillante gioventú, a te sola questo piccolo Libretto si dedica e si consagra. Chi è che te qual sommo Nume oggimai non riverisca ed onori, poiché in sí breve tempo se’ giunta a debellar la ghiacciata Ragione, il pedante Buon Senso e l’Ordine seccaginoso, tuoi capitali nemici, ed hai sciolto dagli antichissimi lacci questo tuo secolo avventurato?»

Da Alla moda, Il Giorno

«Me spinto ne la iniqua
Stagione, infermo il piede,        
Tra il fango e tra l’obliqua
Furia de’ carri la città gir vede;

E per avverso sasso
Mal fra gli altri sorgente,        
O per lubrico passo
Lungo il cammino stramazzar sovente.

Ride il fanciullo; e gli occhi
Tosto gonfia commosso,
Che il cubito o i ginocchi        
Me scorge o il mento dal cader percosso.»

Estratto da La caduta, Odi

«Venerabile Impostura
Io nel tempio almo a te sacro
Vo tentón per l’aria oscura;
E al tuo santo simulacro,
Cui gran folla urta di gente,       
Già mi prostro umilemente.

Tu de gli uomini maestra
Sola sei. Qualor tu detti
Ne la comoda palestra
I dolcissimi precetti,        
Tu il discorso volgi amico
Al monarca ed al mendico.

L’un per via piagato reggi;
E fai sì che in gridi strani
Sua miseria giganteggi;

Onde poi non culti pani
A lui frutti la semenza
De la flebile eloquenza»

Estratto da La impostura,  Odi

Nota

Giuseppe Parini, nato a Bosisio nel secolo dei lumi viene ricordato come uno dei massimi esponenti del neoclassicismo italiano. Venne ordinato sacerdote ma a causa di gravi ristrettezze economiche fu costretto a diventare il precettore del giovane Gian Galeazzo Serbelloni. Questo lavoro lo mise in contatto con gli ambienti intellettuali milanesi e la sua cultura, ancora isolata e influenzata dall’Arcadia, venne filtrata dai libri di Rousseau, Voltaire, Montesquieu che circolavano in casa Serbelloni. Egli recuperò l’ode come forma poetica e con abilità settecentesca riuscì a utilizzarla al meglio per esprimere i suoi pensieri squisitamente impegnati.   Egli mirava ad educare gli uomini all’uguaglianza sociale e la sua poesia vuole ancora oggi essere stimolo e impulso ai fini di ispirare nel lettore una virtù umana e civile che possa rendere migliore la società stessa.  Un educatore per vocazione che non si stancò mai di dire la propria fino alla fine: spirò solo dopo aver dettato gli ultimi versi di un nuovo componimento relativo alla situazione politica di Milano.

(rb)

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