mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Giuseppe Mazzini (22/06/1805)

 

 «Un ordine di cose stabilito colla violenza è sempre tirannico quand’anche è migliore del vecchio.» da Dei doveri dell’uomo

«Io scrivo queste pagine per obbedire all’ultimo voto dei fratelli Bandiera, e perché gli Italiani sappiano quali uomini fossero quei che morirono per la libertà della patria, il 25 luglio 1844, in Cosenza. E le scrivo ora, mentre io avrei per più ragioni desiderato adempiere all’obbligo mio alcuni anni più tardi, perché le gazzette austriache e le polizie italiane hanno diffuso e diffonderanno intorno a quei nomi asserzioni riecheggiate dai molti vili e dai moltissimi stolti, che tendono a calunniare, non dirò i vivi — che importa a noi di siffatte accuse? — ma la fama di

martiri che gl’Italiani non dovrebbero nominare, se non prostrati, adorando.»

da I fratelli Bandiera

«I popoli imparano più da una sconfitta, che non i re dal trionfo.»

da Lettera a Carlo Alberto

«La patria è la fede nella patria. Dio che creandola sorrise sovr’essa, le assegnò per confine le due più sublimi cose ch’ei ponesse in Europa, simboli dell’eterna forza e dell’eterno moto, l’Alpi e il mare. Dalla cerchia immensa dell’Alpi, simile alla colonna di vertebre che costituisce l’unità della forma umana, scende una catena mirabile di continue giogaie che si stende sin dove il mare la bagna e più oltre nella divelta Sicilia. E il mare la ricinge quasi d’abbraccio amoroso ovunque l’Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d’anime parlan d’Italia. »

da La Patria, ne I Pensieri

«Trattando delle cagioni, che tornavano in nulla i tentativi di libertà nell’Italia – de’ vizi che contrastarono al concetto rigeneratore di farsi via tra gli ostacoli, noi siamo ad un bivio tremendo.?O noi parliamo parole alte, libere, franche – parliamo coll’occhio all’Italia, la mano sul core, e la mente al futuro – parliamo, come detta la carità della patria, senza por mente ad uomini, o pregiudizi, snudando l’anima agli oppressori, ai vili, agli inetti, flagellando le colpe e gli orrori ovunque si manifestino – e un grido si leva dagli uomini del passato contro a’ giovani che s’innoltrano nella carriera, ignoti alle genti, senza prestigio di fama, senza potenza di clientela, soli con Dio e la coscienza d’una missione: voi violate l’eredità de’ padri, perdete la sapienza degli avi: voi usurpate un mandato, che il popolo non v’affida esclusivamente: voi cacciate l’ambizione di novatore frammezzo a’ vostri fratelli! »

da D’alcune cose che impedirono finora lo sviluppo della libertà in Italia

 

«La Federazione della Giovine Italia data l’era sua dall’anno 1831. Essa ha per iscopo:

1°. La repubblica, una, indivisibile, in tutto il territorio italiano, indipendente, uno e libero.

2°. La distruzione di tutta l’alta gerarchia del clero e l’introduzione di un semplice sistema parrocchiale.?

3°. L’abolizione di ogni aristocrazia e di ogni privilegio, che non dipenda dalla legge eterna della capacità e delle azioni.?

4°. Una promozione illimitata dell’istruzione pubblica.?

5°. La più esplicita dichiarazione di diritti dell’uomo e del cittadino. Qualunque forma di governo monarchico, costituzionale od altro, qualunque moderato sistema di religione, che la necessità delle cose ne imponesse accettare, sarebbero sempre accettati e considerati come governi e sistemi di transizione e la Federazione perciò proseguirebbe i suoi lavori.»

da Istruzione generale per gli affratellati della Giovane Italia

Nota:

«L’epoca passata, epoca che è finita con la rivoluzione francese, era destinata ad emancipare l’uomo, l’individuo, conquistandogli i doni della libertà, della eguaglianza, della fraternità. L’epoca nuova è destinata a costituire l’umanità; è destinata ad organizzare un’Europa di popoli, indipendenti quanto la loro missione interna, associati tra loro a un comune intento.»

Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini fu filosofo, politico e patriota di grande rilievo nel panorama del Risorgimento italiano. Personaggio centrale nel dibattito sull’unificazione italiana, egli fu fondatore di progetti quali La Giovine Italia e La Giovine Europa, a sottolineare che i suoi sentimenti libertari riguardavano non solo l’Italia, ma le nazioni e gli uomini tutti. Fautore di una rivoluzione che avrebbe dovuto portare all’unificazione d’Italia e alla centralizzazione del potere, era contrario alle istanze federaliste che avrebbero portato, invece, all’indebolimento della futura nazione italiana.

(fg)

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