giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Giuseppe Fava (15/09/1925)

« “Pane e lavoro!” disse l’oratore.
Ci fu un applauso.
L’oratore continuò: “Pane e lavoro, la terra ai contadini, la pensione ai vecchi, le fabbriche agli operai…”
“La casa!” suggerì uno che stava sotto il palco.
“La casa ai lavoratori – rimbombò l’oratore e fece cenni con la mano verso la folla – una casa a te, una casa a questo, una casa a quell’altro!”
“ a me niente?” gridò uno che stava in fondo e temeva di non essere visto. Ma arrossì subito quando gli altri si voltavano a guardarlo.
“Una casa a tutti!” gridò l’oratore.
Un giovanotto alto, bianco e triste alzò la mano.
“Io voglio la mamma” disse.
“Come la mamma?” chiese l’oratore.
“Io sono orfano” rispose il giovanotto e divenne pallido per il dolore.
“Casa, pane, lavoro e pensione per tutti…” riprese di colpo l’oratore, tentando di sviare il discorso. Ma il giovanotto alzò di nuovo la mano.
“Voglio la mamma” – disse – “Invece della casa voglio la mamma”.
“Ma che significa?” balbettò l’oratore; guardò quella folla silenziosa e si confuse di più. Si sentì una voce di donna: era una piccola donna sfiorita, con gli occhiali.
“Io vorrei l’amore!” disse, e si coprì il volto per la vergogna. Ma aveva il coraggio della disperazione e aggiunse:
“Almeno una speranza…?”
“Non so…” disse l’oratore smarrito. Si strinse le tempie fra le dita per concentrarsi – “Credo di no…”.
Qua e là, però, la gente cominciava già a sfollare delusa. Si cominciarono a sentire dei fischi…»

Pagine

« Palma di Montechiaro è posta su una collina a quattro chilometri dal mare, a metà strada fra Licata e Agrigento. Le case sono basse, senza intonaco, sembrano tutte pericolanti. […] Le cose che colpiscono anzitutto sono i cani, le mosche ed i bambini. Cani di campagna, bastardi, polverosi, silenziosi che si aggirano dovunque, a piccoli branchi, annusano, scavano, si inseguono, ritornano. Le mosche sono a miliardi, sembrano più scure e pesanti che altrove, è inutile scacciarle, si posano dovunque, sui bicchieri, sui cani, sulle palpebre dei vecchi, sui tavoli, camminano sulle mani e sulla faccia della gente. Non si possono eliminare. Per sterminarle ci vorrebbe tanto insetticida che anche gli esseri umani ne resterebbero uccisi. Poi i bambini. Metà della popolazione è formata da bambini sotto i dieci anni di età, molti sono maculati di terribili sporcizie, oppure hanno i piedi scalzi, oppure chiedono l’elemosina alle macchine del forestiero. Se ne vedono a volte gruppi di trenta o quaranta in un vicolo o in una traversa. Giocano. In mezzo al vicolo o alla traversa c’è un fosso sul quale scorre il liquame, ed essi vi sguazzano dentro. […] La sporcizia e il fetore sono immobili, si stratificano lentamente. Non ci sono infatti netturbini nel paese, ma solo una ventina di braccianti disoccupati, pagati a cottimo con un salario di milletrecento lire al giorno, per raccogliere le immondizie. Il comune però non ha denari per pagarli, e nessuno raccoglie le immondizie, tranne i bambini che le vanno raschiando qua e là e ne riempiono dei sacchi, vendendoli poi come concime nelle campagne a cento lire al sacco. E non c’è neppure acqua. Esiste un vecchio acquedotto, costruito nel 1924, che serve soltanto una percentuale sparuta delle abitazioni. […] A Palma di Montechiaro l’indice delle malattie infantili è il più alto di tutta Europa. Il tifo, il tracoma, le infezioni, la scabbia, gli eczemi ed infine la tubercolosi. Dietro lo splendore degli occhi di tanti bambini c’è la fame, l’avidità, ma c’è soprattutto la febbre. Su cento bambini dieci non riescono a sopravvivere fino all’adolescenza. »

Processo alla Sicilia

« Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante…. »

I mafiosi stanno in Parlamento

Nota:

Giornalista, scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e saggista di origini siracusane, Giuseppe Fava, conosciuto con il nomignolo “Pippo”, fu apprezzato per la professionalità e il carisma che predisponeva nei lavori che svolgeva. Fu direttore responsabile de “La Gazzetta del Sud”, nonché fondatore del secondo giornale antimafia in Sicilia “I siciliani”. La sua voglia di cambiare il mondo e di lottare contro le ingiustizie della cupola, però, non risparmiano il giovane giornalista che viene ucciso a Catania dalla mafia per la sua coraggiosa attività.

(mc)
 

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