martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Giovanni Falcone (18/05/1939)

 

« Né il Paese né la magistratura né il potere, quale ne sia il segno politico, hanno saputo accettare le idee di Falcone, in vita, e più che comprenderle, in morte, se ne appropriano a piene mani, deformandole secondo la convenienza del momento.[...] Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità. Eppure le cattedrali e i convegni, anno dopo anno, sono sempre affollati di “amici” che magari, con Falcone vivo, sono stati i burattinai o i burattini di qualche indegna campagna di calunnie e insinuazioni che lo ha colpito  » Ilda Bocassini

« Né il Paese né la magistratura né il potere, quale ne sia il segno politico, hanno saputo accettare le idee di Falcone, in vita, e più che comprenderle, in morte, se ne appropriano a piene mani, deformandole secondo la convenienza del momento.[...] Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità. Eppure le cattedrali e i convegni, anno dopo anno, sono sempre affollati di “amici” che magari, con Falcone vivo, sono stati i burattinai o i burattini di qualche indegna campagna di calunnie e insinuazioni che lo ha colpito  » Ilda Bocassini 

«Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.»

«La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.[…] Lo stesso meccanismo di espulsione, praticamente, che si ritrova tra gli eschimesi e presso altri popoli che abbandonano i vecchi, i malati gravi, i feriti perché intralciano il loro cammino in una terra ostile, mettendo in pericolo la sopravvivenza di tutti. In un gruppo come la mafia, che deve difendersi dai nemici, chi è debole o malato deve essere eliminato.»

«Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. […] Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato. […] Un’affermazione del genere mi costa molto, ma se le istituzioni continuano nella loro politica di miopia nei confronti della mafia, temo che la loro assoluta mancanza di prestigio nelle terre in cui prospera la criminalità organizzata non farà che favorire sempre di più Cosa Nostra.»

Cose di cosa nostra

Nota:

«Possiamo sempre fare qualcosa: massima che andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto.»

Magistrato tenacemente impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata, consapevole dei rischi cui andava incontro quale componente del ‘pool antimafia’, dedicava ogni sua energia a respingere con rigorosa coerenza la sfida sempre più minacciosa lanciata dalle organizzazioni mafiose allo Stato democratico. Proseguiva poi tale opera lucida, attenta e decisa come Direttore degli Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustizia ma veniva barbaramente trucidato in un vile agguato, tesogli con efferata ferocia, sacrificando la propria esistenza, vissuta al servizio delle Istituzioni.

«È tutto teatro. Quando la mafia lo deciderà, mi ammazzerà lo stesso»

(mc)

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2 commenti

  1. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono alcuni dei più importanti simboli della Sicilia.
    Della Sicilia onesta.
    Amo moltissimo la mia terra e mi vergogno moltissimo quando un turista mi domanda della mafia,o mi dice che i siciliani sono mafiosi,o,peggio ancora,come mi è capitato in passato con vecchi amici qualcuno ha paura di noi “siciliani”.
    Detto questo faccio una precisazione nella speranza che questo commento venga letto da molte persone,preferibilmente non siciliani.
    In Sicilia siamo più avanti di diverse altre regioni.
    E’ vero si che in Sicilia esiste il malaffare,la illegalità e la mafia. Ma esiste in tutta Italia e forse in tutto il mondo, dove tutto questo non viene chiamato “mafia”, la marcia in più della Sicilia e dei siciliani è che noi ce ne stiamo liberando. Almeno nel senso che sta iniziando a prendere piede quella rivoluzione culturale che porta a preferire la legalità e a volersi liberare dalla mafia.. e anche per questo che i mafiosi hanno sempre più paura e sono sempre più soli.
    P.s. se poi le forze dell’ordine ad ogni arresto per mafia sventolassero con orgoglio la nostra trinacria magari questo potrebbe risvegliare ancora di più l’orgoglio dei siciliani,come quasi a voler dire sei stato arrestato in nome del popolo siciliano..
    P.s. Brava amore.. ;)

  2. amore?

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